{"id":24335,"date":"2026-07-07T08:02:41","date_gmt":"2026-07-07T08:02:41","guid":{"rendered":"https:\/\/shm.studio\/news\/google-dati-utenti-addestramento-ai-privacy-marketing\/"},"modified":"2026-07-07T08:02:41","modified_gmt":"2026-07-07T08:02:41","slug":"google-dati-utenti-addestramento-ai-privacy-marketing","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/shm.studio\/en\/news\/google-user-data-training-for-privacy-marketing\/","title":{"rendered":"Google usa i tuoi dati per addestrare l&#8217;AI: cosa cambia"},"content":{"rendered":"<h2>The silent change to Google settings<\/h2>\n<p>A luglio 2026, una modifica alle impostazioni privacy di Google ha attirato l&#8217;attenzione di esperti e addetti ai lavori. Come riportato da <a href=\"https:\/\/techcrunch.com\/2026\/07\/06\/if-you-use-google-youre-training-its-ai-heres-how-to-opt-out\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">TechCrunch<\/a>, Google ha ampliato la propria capacit\u00e0 di archiviare dati degli utenti \u2014 inclusi immagini, file, registrazioni audio e video \u2014 con l&#8217;obiettivo dichiarato di migliorare i propri modelli di intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>In sostanza, ogni interazione con i servizi Google pu\u00f2 diventare materiale di addestramento per i sistemi AI dell&#8217;azienda. Tuttavia, questa modifica non ha ricevuto una comunicazione proattiva e diretta agli utenti. Pertanto, la maggior parte delle persone \u2014 e dei professionisti del marketing \u2014 ne \u00e8 ancora all&#8217;oscuro.<\/p>\n<p>Questo rappresenta un cambio di paradigma significativo. Infatti, non si tratta di una novit\u00e0 tecnica marginale: riguarda la relazione tra utente, brand e piattaforma.<\/p>\n<h2>Cosa raccoglie esattamente Google e perch\u00e9 conta<\/h2>\n<p>La modifica interessa una gamma ampia di dati. Oltre ai tradizionali dati comportamentali e di navigazione, Google pu\u00f2 ora conservare contenuti multimediali caricati o generati all&#8217;interno dei propri servizi. Quindi, questo include potenzialmente file caricati su Google Drive, contenuti condivisi tramite Gmail, video su YouTube e interazioni con Google Assistant.<\/p>\n<p>Per i responsabili marketing, la domanda rilevante \u00e8 un&#8217;altra. I dati delle campagne gestite tramite <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/digital-marketing\/google-ads-campaigns\/\">Google Ads<\/a>, i contenuti pubblicati su YouTube o le comunicazioni via Google Workspace rientrano in questa raccolta? La risposta non \u00e8 ancora del tutto chiara. Di conseguenza, \u00e8 necessario un approfondimento delle condizioni contrattuali specifiche per account aziendali.<\/p>\n<p>According to research <a href=\"https:\/\/www.mckinsey.com\/capabilities\/quantumblack\/our-insights\/the-state-of-ai\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">McKinsey on the AI Landscape 2025<\/a>, la fiducia nei confronti delle piattaforme tecnologiche \u00e8 diventata uno dei principali fattori di adozione o rifiuto degli strumenti digitali da parte delle aziende. Pertanto, episodi come questo hanno un impatto diretto sulle scelte strategiche delle imprese.<\/p>\n<h2>Immediate impact on brand trust and digital reputation<\/h2>\n<p>Per i brand che operano nel digital marketing, questa notizia ha implicazioni concrete. Prima di tutto, riguarda la fiducia che i propri clienti e utenti ripongono nel brand stesso. Se un&#8217;azienda utilizza Google Workspace per comunicare con i clienti, o Google Ads per raccogliere dati sulle conversioni, si trova in una posizione di intermediazione delicata.<\/p>\n<p>Inoltre, il tema della privacy \u00e8 sempre pi\u00f9 centrale nelle aspettative dei consumatori italiani ed europei. Il Regolamento GDPR impone gi\u00e0 standard elevati. Tuttavia, la raccolta di dati da parte di piattaforme terze \u2014 anche quando tecnicamente lecita \u2014 pu\u00f2 generare percezioni negative se non comunicata con trasparenza.<\/p>\n<p>We of <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/\">SHM Studio<\/a> osserviamo che i brand pi\u00f9 attenti stanno gi\u00e0 integrando sezioni dedicate nelle proprie informative sulla privacy. In queste sezioni viene spiegato quali piattaforme terze trattano i dati degli utenti e per quali finalit\u00e0. Questa pratica, oltre a essere corretta dal punto di vista normativo, rafforza la credibilit\u00e0 del brand.<\/p>\n<p>Similarly, some companies are reviewing their strategies for <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/digital-marketing\/\">digital marketing<\/a> per ridurre la dipendenza da un&#8217;unica piattaforma. Diversificare i canali \u2014 ad esempio integrando LinkedIn Ads o investendo nella SEO organica \u2014 riduce l&#8217;esposizione a questi rischi reputazionali.<\/p>\n<h2>Come funziona l&#8217;opt-out e perch\u00e9 non basta<\/h2>\n<p>Google consente agli utenti di disattivare questa raccolta dati. La procedura si effettua accedendo alle impostazioni dell&#8217;account Google, nella sezione dedicata all&#8217;attivit\u00e0 web e alle preferenze di personalizzazione. Tuttavia, la procedura non \u00e8 intuitiva. Richiede diversi passaggi e non \u00e8 segnalata in modo proattivo dalla piattaforma.<\/p>\n<p>Per le aziende, l&#8217;opt-out a livello di account personale non \u00e8 sufficiente. Infatti, gli account aziendali Google Workspace seguono logiche di gestione differenti, affidate all&#8217;amministratore di sistema. Di conseguenza, il responsabile IT o il DPO aziendale deve verificare le impostazioni specifiche per il dominio aziendale.<\/p>\n<p>According to the instructions of <a href=\"https:\/\/gdpr-info.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Official GDPR text<\/a>, il titolare del trattamento \u00e8 responsabile anche dei dati trattati da eventuali responsabili esterni \u2014 come le piattaforme tecnologiche. Pertanto, affidarsi esclusivamente alle impostazioni predefinite di Google non \u00e8 una strategia sufficiente dal punto di vista della compliance.<\/p>\n<h2>The construction site still open: what we don't know yet<\/h2>\n<p>Alcune questioni rimangono aperte. Non \u00e8 ancora chiaro, ad esempio, se i dati raccolti tramite account aziendali Google Workspace Enterprise rientrino nelle stesse logiche degli account consumer. Allo stesso modo, non \u00e8 definito con precisione quali modelli AI specifici vengano addestrati con questi dati.<\/p>\n<p>Google non ha ancora fornito una comunicazione ufficiale dettagliata su questo punto. Tra l&#8217;altro, la questione potrebbe attrarre l&#8217;attenzione delle autorit\u00e0 garanti europee, in particolare dopo le recenti indagini dell&#8217;AGPD spagnola e del Garante italiano su pratiche analoghe di altre piattaforme.<\/p>\n<p>Per i responsabili marketing, questa incertezza \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un segnale. Dunque, \u00e8 opportuno avviare una revisione delle proprie dipendenze tecnologiche e valutare quali dati transitano attraverso i servizi Google.<\/p>\n<h2>What to do now: three operational directions<\/h2>\n<p>In the face of this scenario, we at <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/\">SHM Studio<\/a> Let's identify three priority operational directions for marketing managers.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Privacy Policy Review.<\/strong> Aggiornare le privacy policy aziendali includendo riferimenti espliciti alle piattaforme terze che trattano dati degli utenti. In particolare, Google deve essere menzionata con riferimento alle finalit\u00e0 di addestramento AI. Un supporto specializzato in <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/web\/\">web strategy<\/a> pu\u00f2 facilitare questo aggiornamento.<\/li>\n<li><strong>Diversification of digital presence.<\/strong> Ridurre la concentrazione su un&#8217;unica piattaforma \u00e8 una scelta strategica. Investire in <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/seo\/\">Organic SEO<\/a>, in owned channels like the company blog, and in alternative platforms like <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/digital-marketing\/linkedin-campaigns\/\">LinkedIn Ads<\/a> riduce l&#8217;esposizione ai rischi di piattaforma.<\/li>\n<li><strong>Proactive customer communication.<\/strong> Brands that communicate their technological choices with transparency build a real competitive advantage. A strategy of <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/seo\/copywriting\/\">content marketing<\/a> orientata alla trasparenza pu\u00f2 diventare un elemento differenziante.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Oltre a questo, \u00e8 consigliabile coinvolgere il DPO aziendale \u2014 o un consulente esterno \u2014 nella valutazione delle impostazioni Google Workspace. Infine, monitorare gli aggiornamenti normativi europei su questo tema \u00e8 essenziale nei prossimi mesi.<\/p>\n<h2>Outlook: Where the Relationship Between AI, Data, and Marketing is Headed<\/h2>\n<p>Questo episodio non \u00e8 isolato. Infatti, tutte le grandi piattaforme tecnologiche \u2014 Meta, Microsoft, Apple \u2014 stanno ridefinendo le proprie politiche di raccolta dati in funzione dell&#8217;addestramento AI. Secondo <a href=\"https:\/\/hbr.org\/2025\/03\/the-new-rules-of-data-privacy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Harvard Business Review<\/a>, la privacy \u00e8 ormai una variabile competitiva e non solo un obbligo normativo.<\/p>\n<p>Per il marketing B2B e retail italiano, questo significa che la gestione dei dati diventa una componente della brand identity. Al contrario di quanto si pensava fino a pochi anni fa, la raccolta massiva di dati non \u00e8 pi\u00f9 necessariamente un vantaggio. Anzi, pu\u00f2 diventare un elemento di rischio reputazionale.<\/p>\n<p>Le aziende che sapranno costruire una presenza digitale solida \u2014 basata su contenuti di qualit\u00e0, SEO strutturale e canali owned \u2014 saranno meno esposte alle oscillazioni delle policy delle grandi piattaforme. Pertanto, investire in <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/ai\/\">AI-driven strategies<\/a> proprie, piuttosto che dipendere esclusivamente dagli strumenti di terze parti, diventa una priorit\u00e0 strategica per il 2026 e oltre.<\/p>\n<p>Per approfondire questi temi o per una valutazione della propria strategia digital, \u00e8 possibile consultare il <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/blog\/\">SHM Studio Blog<\/a> o <a href=\"https:\/\/shm.studio\/en\/contacts\/\">Contact our team<\/a> directly.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Google has updated its privacy settings to collect more user data, including files and videos, for AI purposes. 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Per i brand, questo scenario apre interrogativi concreti: i dati condivisi attraverso Google Workspace, Google Ads o YouTube rientrano in questa raccolta? La risposta influenza direttamente la fiducia dei clienti e la reputazione del brand.<\/p><p>In SHM Studio monitoriamo con attenzione queste evoluzioni normative e tecnologiche. Pertanto, riteniamo che i responsabili marketing debbano aggiornare le proprie informative sulla privacy e comunicare con trasparenza ai propri utenti. Infine, una gestione proattiva di questi temi rafforza la brand trust \u2014 una leva competitiva sempre pi\u00f9 rilevante nel contesto digital attuale.<\/p>"},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Google usa i tuoi dati per addestrare l&#039;AI: cosa cambia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Google ha aggiornato le impostazioni privacy per raccogliere pi\u00f9 dati utente, inclusi file e video, a fini AI. 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