{"id":24510,"date":"2026-07-10T08:03:11","date_gmt":"2026-07-10T08:03:11","guid":{"rendered":"https:\/\/shm.studio\/news\/google-disclosure-ai-annunci-campagne-digital-2026\/"},"modified":"2026-07-10T08:03:11","modified_gmt":"2026-07-10T08:03:11","slug":"google-disclosure-ai-annunci-campagne-digital-2026","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/shm.studio\/en\/news\/google-disclosure-ai-advertising-campaigns-digital-2026\/","title":{"rendered":"Google discloses AI in ads: what changes for campaigns"},"content":{"rendered":"<h2>The Google Measure: From Electoral Rule to Universal Standard<\/h2>\n<p>On July 9, 2026, Google announced a substantial change to its advertising policies. <a href='https:\/\/techcrunch.com\/2026\/07\/09\/google-will-now-disclose-which-ads-as-made-with-ai\/' target='_blank' rel='noopener noreferrer'>According to TechCrunch<\/a>, la piattaforma estende l&#8217;obbligo di dichiarazione dei contenuti AI-generated a tutte le categorie di annunci. In precedenza, questa norma era riservata alle campagne elettorali.<\/p>\n<p>Tuttavia, il principio di fondo non \u00e8 nuovo. Google vieta da tempo annunci ingannevoli o fuorvianti. Ci\u00f2 che cambia \u00e8 la perimetrazione: un annuncio pu\u00f2 continuare a utilizzare AI per generare contenuti sintetici o digitalmente alterati. Per\u00f2 deve dichiararlo. Questa distinzione \u00e8 rilevante dal punto di vista operativo.<\/p>\n<p>Inoltre, la mossa si inserisce in un contesto regolatorio pi\u00f9 ampio. L&#8217;AI Act europeo e le linee guida FTC statunitensi spingono nella stessa direzione: maggiore trasparenza verso l&#8217;utente finale su ci\u00f2 che \u00e8 artificialmente generato.<\/p>\n<h2>Immediate impact on creative workflows and compliance<\/h2>\n<p>Per i team marketing che gi\u00e0 utilizzano strumenti generativi \u2014 da Midjourney a DALL-E, da ElevenLabs a Sora \u2014 il cambiamento ha effetti concreti e immediati. Ogni asset creativo prodotto con AI dovr\u00e0 essere tracciato, classificato e corredato di disclosure prima della pubblicazione su Google Ads.<\/p>\n<p>Di conseguenza, i processi di approvazione interna devono essere aggiornati. Non \u00e8 sufficiente affidarsi al buon senso del singolo creativo o del media buyer. Serve un protocollo formalizzato che identifichi l&#8217;origine di ciascun elemento dell&#8217;annuncio. Pertanto, la responsabilit\u00e0 si distribuisce tra il team creativo, il team legale e chi gestisce le campagne.<\/p>\n<p>We of <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/'>SHM Studio<\/a> We've noticed that many Italian SMEs still lack a structured record of AI-generated assets. This operational gap, which was tolerable until yesterday, has now become a concrete risk of campaign disapproval. In particular, companies that outsource creative production must include specific clauses in their contracts with suppliers.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Google ha deciso di agire adesso<\/h2>\n<p>La tempistica non \u00e8 casuale. Nel 2025, la proliferazione di contenuti sintetici nel paid media aveva raggiunto livelli tali da rendere difficile per l&#8217;utente medio distinguere il reale dall&#8217;artificiale. Ricerche di settore, tra cui quelle pubblicate da <a href='https:\/\/www.mckinsey.com\/capabilities\/quantumblack\/our-insights\/the-state-of-ai' target='_blank' rel='noopener noreferrer'>McKinsey sul lo stato dell&#8217;AI<\/a>, evidenziano come l&#8217;adozione di strumenti generativi nel marketing sia cresciuta del 60% anno su anno.<\/p>\n<p>Inoltre, la pressione regolativa europea ha accelerato i tempi. L&#8217;AI Act, entrato progressivamente in vigore, impone obblighi di trasparenza che le piattaforme pubblicitarie non possono ignorare. Google, con questa mossa, si posiziona in anticipo rispetto a eventuali sanzioni o restrizioni imposte dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Infine, c&#8217;\u00e8 una componente reputazionale. La fiducia degli utenti negli annunci online \u00e8 un asset fragile. Dichiarare esplicitamente l&#8217;uso dell&#8217;AI pu\u00f2, paradossalmente, rafforzare la credibilit\u00e0 di un brand che comunica con trasparenza. Alcuni studi citati da <a href='https:\/\/hbr.org\/2024\/06\/how-to-build-trust-in-ai-generated-content' target='_blank' rel='noopener noreferrer'>Harvard Business Review<\/a> suggeriscono che la disclosure volontaria aumenta la percezione di autenticit\u00e0 del brand.<\/p>\n<h2>What should Italian companies do now<\/h2>\n<p>Prima di tutto, \u00e8 necessario effettuare un audit degli asset creativi attualmente in uso nelle campagne attive. Questo significa identificare quali immagini, video, audio o testi siano stati prodotti \u2014 anche parzialmente \u2014 con strumenti di intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>In seguito, occorre aggiornare i template di produzione creativa. Ogni brief deve includere una sezione dedicata all&#8217;origine degli asset. Analogamente, i sistemi di project management devono prevedere un campo di classificazione AI\/non-AI per ciascun elemento.<\/p>\n<p>So, the team that manages campaigns on <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/digital-marketing\/google-ads-campaigns\/'>Google Ads<\/a> deve verificare le nuove interfacce di disclosure messe a disposizione dalla piattaforma. Google, in genere, implementa questi requisiti direttamente nel pannello di creazione degli annunci. \u00c8 probabile che compaiano nuovi campi obbligatori o checkbox specifici.<\/p>\n<p>Oltre a questo, \u00e8 opportuno rivedere le politiche di approvvigionamento creativo. Chi si affida ad agenzie esterne o freelance per la produzione di asset deve richiedere dichiarazioni esplicite sull&#8217;utilizzo di strumenti AI. Questa informazione deve fluire fino al momento della pubblicazione dell&#8217;annuncio.<\/p>\n<h2>Il nodo della definizione: cosa conta come \u00abcontenuto AI\u00bb<\/h2>\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 delicati riguarda la definizione operativa di \u00abcontenuto AI-generated\u00bb. Google distingue tra contenuti interamente generati dall&#8217;AI e contenuti digitalmente alterati. Tuttavia, il confine non \u00e8 sempre netto.<\/p>\n<p>Ad esempio, un&#8217;immagine fotografica ritoccata con uno strumento AI per rimuovere uno sfondo rientra nell&#8217;obbligo di disclosure? E un testo scritto da un umano ma ottimizzato con un assistente AI? Queste domande non hanno ancora risposte definitive nelle policy ufficiali. Di conseguenza, la prudenza suggerisce di adottare un approccio inclusivo: dichiarare ogni volta che un tool AI ha contribuito in modo significativo alla produzione dell&#8217;asset.<\/p>\n<p>Dunque, le aziende farebbero bene a non aspettare chiarimenti ulteriori. Adottare subito uno standard conservativo riduce il rischio di disapprovazione e prepara l&#8217;organizzazione a eventuali inasprimenti futuri delle regole. Le attivit\u00e0 di <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/digital-marketing\/'>digital marketing<\/a> devono integrare questa sensibilit\u00e0 fin dalla fase di briefing creativo.<\/p>\n<h2>Lo sguardo di un&#8217;agenzia milanese: trasparenza come vantaggio competitivo<\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 una lettura meno ovvia di questa novit\u00e0. La disclosure obbligatoria non \u00e8 soltanto un onere di compliance. Pu\u00f2 diventare un elemento di differenziazione per i brand che scelgono di comunicarla in modo proattivo e consapevole.<\/p>\n<p>Infatti, in un mercato in cui la fiducia dei consumatori \u00e8 sempre pi\u00f9 scarsa, dichiarare \u00abquesto annuncio \u00e8 stato creato con il supporto dell&#8217;AI\u00bb pu\u00f2 trasmettere un messaggio di onest\u00e0. Dipende, naturalmente, da come viene formulata la disclosure e da quale posizionamento ha il brand. Per un&#8217;azienda che punta sull&#8217;innovazione tecnologica, pu\u00f2 essere un asset narrativo. Per un brand artigianale o tradizionale, richiede pi\u00f9 attenzione.<\/p>\n<p>Pertanto, la strategia non \u00e8 unica per tutti. I responsabili marketing devono valutare caso per caso, in funzione del proprio pubblico e dei propri valori di brand. Le attivit\u00e0 di <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/seo\/copywriting\/'>Strategic copywriting<\/a> and of <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/digital-marketing\/linkedin-campaigns\/'>LinkedIn campaign<\/a> can be rethought in this vein. Also the <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/seo\/'>SEO<\/a> and organic content benefits from consistent placement on AI transparency.<\/p>\n<h2>Prospettive: verso un ecosistema pubblicitario pi\u00f9 regolamentato<\/h2>\n<p>Questa mossa di Google non \u00e8 un episodio isolato. \u00c8 parte di una tendenza che nei prossimi 12-18 mesi vedr\u00e0 altri player \u2014 Meta, TikTok, Microsoft Advertising \u2014 adottare misure simili o pi\u00f9 stringenti. <a href='https:\/\/www.wired.com\/story\/ai-generated-ads-transparency-rules\/' target='_blank' rel='noopener noreferrer'>Wired has documented<\/a> how regulatory pressure is reshaping the rules of paid media globally.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 ragionevole attendersi che le piattaforme sviluppino sistemi automatici di rilevamento dei contenuti AI-generated. In questo scenario, la disclosure non sar\u00e0 pi\u00f9 solo volontaria ma verificata algoritmicamente. Chi non si adegua rischia non solo la disapprovazione del singolo annuncio, ma potenzialmente la sospensione dell&#8217;account.<\/p>\n<p>In the same way, the tools of <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/ai\/'>AI applied to marketing<\/a> dovranno evolvere per includere funzionalit\u00e0 native di tracciamento e dichiarazione dell&#8217;origine dei contenuti. I vendor di piattaforme creative stanno gi\u00e0 lavorando in questa direzione. Quindi, chi investe oggi in processi strutturati sar\u00e0 avvantaggiato domani.<\/p>\n<p>Per i responsabili marketing e digital delle aziende italiane, il messaggio \u00e8 chiaro: la compliance AI nel paid media non \u00e8 pi\u00f9 un tema di nicchia. \u00c8 una priorit\u00e0 operativa che richiede attenzione immediata. Il team di <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/contacts\/'>SHM Studio<\/a> \u00e8 disponibile per supportare le aziende nell&#8217;adeguamento dei processi e nella revisione delle strategie di <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/servizi\/web\/'>digital presence<\/a>. Per approfondimenti, \u00e8 possibile consultare il <a href='https:\/\/shm.studio\/en\/blog\/'>blog<\/a> or contact our team directly.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Google introduce l&#8217;obbligo di dichiarare i contenuti generati con AI negli annunci pubblicitari. 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Inoltre, questa novit\u00e0 introduce un livello di responsabilit\u00e0 formale che fino ad oggi era assente nel digital advertising mainstream. Di conseguenza, i team marketing dovranno coordinare pi\u00f9 strettamente le funzioni creative, legali e media.<\/p><p>In sintesi, si tratta di un cambiamento strutturale che ridisegna gli standard di trasparenza nel paid media. Noi di <a href='https:\/\/shm.studio\/'>SHM Studio<\/a> seguiamo da vicino questa evoluzione per supportare i clienti nella messa a norma delle campagne e nella revisione dei workflow creativi. Chi non si adegua rischia la disapprovazione degli annunci e danni reputazionali difficili da quantificare.<\/p>"},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Google disclosure AI negli annunci: cosa cambia per le campagne<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Google introduce l&#039;obbligo di dichiarare i contenuti generati con AI negli annunci pubblicitari. 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