- Cosa è cambiato davvero nelle regole di Google Shopping?
- Conviene agire subito o si può aspettare?
- Cosa ha fatto Google esattamente, e cosa non ha cambiato?
- Cosa succede concretamente a un e-commerce, a un negozio fisico e a un produttore?
- Quali sono le regole sulle dimensioni delle immagini che entrano in vigore nel 2027?
- Cosa cambia per chi usa immagini generate o modificate con l'AI?
- Perché se ne parla adesso: il mercato e-commerce italiano è davvero coinvolto?
- Come si parte concretamente: i passi per mettere in ordine il catalogo?
- Quali sono gli errori più frequenti da evitare?
- Come capire se il catalogo è in ordine e le immagini stanno performando?
- Allora, vale la pena intervenire subito sul catalogo immagini?
- Come la vediamo in SHM
- Domande frequenti
- Google ha tolto il blocco automatico per le immagini sfocate o pixelate: i prodotti restano visibili negli annunci e nelle schede gratuite.
- Dal 31 gennaio 2027 le immagini sotto 500×500 pixel saranno disapprovate: questa regola è definitiva e binaria.
- Migliorare la qualità delle foto resta conveniente: secondo i dati di settore, un’immagine ottimizzata può aumentare il tasso di clic fino al 25%.
- Chi ha cataloghi ampi può recuperare visibilità subito, ma deve pianificare l’adeguamento dimensionale entro la scadenza.
Hai centinaia di prodotti su Google Shopping con foto non perfette? Fino a ieri rischiavi di sparire dagli annunci. Da oggi quella regola è cambiata — ma ne arriva un’altra, con scadenza fissa al 31 gennaio 2027, che non ammette eccezioni.
Cosa è cambiato davvero nelle regole di Google Shopping?
Google ha riscritto la pagina di supporto del Merchant Center (il pannello di controllo per chi vende su Google) relativa alle immagini di bassa qualità: i prodotti con foto sfocate o pixelate non vengono più bloccati, ma continuano a essere mostrati negli annunci e nelle schede gratuite.
La modifica, segnalata il 12 ottobre 2026 da PPC Land, non è stata accompagnata da nessun comunicato ufficiale di Google. La vecchia versione della pagina avvertiva che un’immagine sfocata o a bassa risoluzione poteva impedire la pubblicazione del prodotto. La nuova versione dice l’opposto: «Il tuo prodotto continuerà a essere mostrato negli annunci e nelle schede gratuite».
In pratica, un avviso che prima poteva significare «prodotto bloccato» oggi è diventato un suggerimento: sistema la foto se vuoi performare meglio, ma il prodotto resta in gara.
| Situazione | Prima (fino a ottobre 2026) | Dopo (da ottobre 2026) |
|---|---|---|
| Immagine sfocata o pixelata | Prodotto potenzialmente bloccato | Prodotto visibile, avviso di miglioramento |
| Immagine sotto 500×500 px | Avviso attivo da luglio 2026 | Disapprovazione dal 31 gennaio 2027 |
| Immagine 500×500 px o superiore | Accettata | Accettata |
| Immagine 1.500×1.500 px o superiore | Raccomandata | Raccomandata per performance ottimali |
Conviene agire subito o si può aspettare?
Dipende dal tuo catalogo: se hai prodotti bloccati per qualità immagine, puoi recuperare visibilità immediata senza toccare nulla. Se hai immagini sotto 500×500 pixel, hai tempo fino al 31 gennaio 2027, ma non di più.
La distinzione chiave è tra due tipi di problema molto diversi. Il primo — immagine sfocata o pixelata — è ora un avviso non bloccante: il prodotto gira, ma potrebbe avere un rendimento inferiore. Il secondo — immagine troppo piccola — è una regola binaria con scadenza fissa: o la rispetti, o il prodotto viene disapprovato.
| La tua situazione | Conviene agire? | Perché |
|---|---|---|
| Prodotti bloccati per qualità immagine | Sì Sì, subito | Recuperi visibilità immediata senza aspettare |
| Immagini sfocate ma prodotti già visibili | Sì, nel tempo | Migliore qualità = più clic e conversioni |
| Immagini sotto 500×500 px | Sì Sì, urgente | Disapprovazione automatica dal 31 gennaio 2027 |
| Immagini tra 500 e 1.499 px | Sì, consigliato | Google raccomanda 1.500×1.500 px per le migliori performance |
| Immagini 1.500×1.500 px o superiori | Nessuna azione urgente | Già conformi e ottimizzate |
Cosa ha fatto Google esattamente, e cosa non ha cambiato?
Google ha modificato in silenzio la pagina di supporto, trasformando un possibile blocco in un semplice avviso. La regola sulle dimensioni minime — 500×500 pixel obbligatori dal 31 gennaio 2027 — è rimasta invariata e sarà applicata in modo rigido.
Il Merchant Center classifica i problemi dei prodotti per gravità. Prima della modifica, la segnalazione «Bassa qualità immagine» si avvicinava a una disapprovazione: il prodotto poteva non essere pubblicato finché la foto non veniva sostituita. Ora si comporta come un avviso: il prodotto resta eleggibile, e la segnalazione rimane nel pannello come qualcosa da correggere quando possibile.
Google non ha spiegato perché ha fatto questa scelta, né ha pubblicato un changelog (registro delle modifiche). La modifica è stata scoperta da una specialista PPC che ha confrontato le due versioni della pagina.
Quello che non è cambiato: la sezione di rimedio è identica. Per correggere un singolo prodotto, vai su Prodotti → Scheda «Needs attention» → filtra per «Low image quality» e carica un’immagine migliore. Per correzioni in blocco, scarica il file CSV dei prodotti coinvolti, aggiorna le URL delle immagini e ricarica il feed. Attenzione: se sostituisci l’immagine con un nuovo URL, Google la ricrawla in 24-72 ore. Se aggiorni la stessa URL, possono volerci fino a sei settimane.
Cosa succede concretamente a un e-commerce, a un negozio fisico e a un produttore?
L’impatto varia molto in base alla dimensione del catalogo e alla qualità attuale delle foto. Chi ha investito poco nelle immagini è quello che guadagna di più dalla modifica — e chi ha foto piccole è quello più a rischio entro gennaio 2027.
Esempi illustrativi: i numeri servono a mostrare il ragionamento, non sono dati di clienti reali.
| Tipo di azienda | Situazione tipica | Impatto immediato | Cosa fare entro gennaio 2027 |
|---|---|---|---|
| E-commerce moda (500 prodotti) | 80 prodotti bloccati per foto sfocate | 80 prodotti tornano visibili subito | Verificare dimensioni: le foto da smartphone vecchio spesso sono sotto 500×500 px |
| Rete di negozi (catalogo su Merchant Center) | Foto scattate in punto vendita, qualità variabile | Prodotti con foto mosse non spariscono più | Aggiornare le foto sotto soglia dimensionale prima della scadenza |
| Produttore B2B con schede prodotto tecniche | Immagini tecniche ad alta risoluzione ma in scala ridotta | Nessun impatto immediato sulla visibilità | Controllare che le miniature nel feed rispettino i 500×500 px |
Quali sono le regole sulle dimensioni delle immagini che entrano in vigore nel 2027?
Dal 31 gennaio 2027, tutte le immagini prodotto su Google Merchant Center devono essere almeno 500×500 pixel. I warning sono già attivi da luglio 2026, quindi puoi vedere subito quali prodotti sono a rischio.
Questa regola è separata da quella sulla qualità ed è molto più rigida. Non c’è una zona grigia: un’immagine sotto la soglia viene disapprovata, punto. La ragione appare nel pannello diagnostico del Merchant Center, e il prodotto smette di girare finché non viene caricata un’immagine conforme.
Google consiglia di puntare a 1.500×1.500 pixel o superiori per garantire le migliori performance su tutti i formati di annuncio, come indicato nella guida ufficiale sui contenuti di valore. Le immagini con più di 1.024 pixel sono già considerate ad alta risoluzione. Il limite massimo è 64 megapixel e 16 MB per file.
I warning per le immagini tra il vecchio minimo e i 500×500 px sono stati estesi a luglio 2026, come riportato da PPC Land nell’agosto 2026. Puoi già vedere oggi quali prodotti sono a rischio nella scheda «Needs attention» del tuo Merchant Center.
Cosa cambia per chi usa immagini generate o modificate con l’AI?
Se stai usando l’intelligenza artificiale per generare o ritoccare le foto dei prodotti, devi aggiungere un’etichetta obbligatoria. Questa regola è separata dalla qualità dell’immagine e vale già oggi.
La pagina di supporto di Google include un avviso specifico: le normative dell’Unione Europea, dell’India e di New York richiedono che gli annunci con immagini generate o modificate dall’AI includano una dichiarazione esplicita. Google ha elencato cinque piattaforme coinvolte: Google Ads, Display & Video 360, Campaign Manager 360, Merchant Center e Ads Editor.
L’etichetta AI non viola le policy di Google che vietano testi sovrapposti o watermark (filigrane digitali). Ma Google avverte che l’uso dell’etichetta non garantisce automaticamente la conformità alle normative locali specifiche.
Per chi carica immagini generate da AI nel feed prodotti, dal febbraio 2024 Google richiede anche il tag di metadati IPTC «trainedAlgorithmicMedia» sugli attributi image_link, additional_image_link e lifestyle_image_link. Se stai usando strumenti come quelli descritti nell’articolo su Adobe AI Critique per il visual marketing o i generatori di immagini AI per i tuoi contenuti, verifica che il flusso di esportazione includa questi metadati.
| Tipo di immagine AI | Obbligo | Dove si applica |
|---|---|---|
| Immagine generata da zero con AI | Etichetta AI obbligatoria + metadato IPTC | Google Ads, Merchant Center e altri 3 prodotti Google |
| Immagine reale modificata con AI (es. sfondo rimosso) | Etichetta AI raccomandata, verifica normativa locale | Stesse piattaforme |
| Immagine reale non modificata con AI | Nessun obbligo aggiuntivo | Tutte le piattaforme |
Perché se ne parla adesso: il mercato e-commerce italiano è davvero coinvolto?
Con oltre 91.000 aziende italiane attive nell’e-commerce e 40 miliardi di euro di fatturato nel 2025, il numero di cataloghi prodotto su Google Shopping in Italia è enorme. Anche una piccola percentuale di prodotti bloccati per immagini rappresenta un problema concreto di visibilità e fatturato.
Lo scorso anno l’e-commerce B2C di prodotto in Italia ha raggiunto 40,1 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto al 2024, secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano. I consumatori digitali italiani hanno superato i 35 milioni. L’online vale ormai l’11,2% dei consumi totali di prodotto.
Il numero di imprese italiane con un sito e-commerce ha raggiunto 91.000 nel 2025, in crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente, secondo i dati Netcomm in collaborazione con Cribis. Molte di queste aziende usano Google Shopping come canale principale di acquisizione. Una modifica alle regole sulle immagini — anche silenziosa — ha un impatto diretto su decine di migliaia di cataloghi.
Google Shopping Graph — il database di prodotti che alimenta gli annunci e le schede gratuite — conta oggi 60 miliardi di prodotti indicizzati, come dichiarato da Google al Google I/O di maggio 2026. Le schede gratuite sono attive per default in ogni nuovo account Merchant Center su Shopping, Google Search, Immagini, Lens, YouTube, Maps e Gemini, come descritto da mbadv.agency nella panoramica dei programmi Merchant Center. Questo significa che anche chi non investe in annunci a pagamento è coinvolto dalla modifica.
Come si parte concretamente: i passi per mettere in ordine il catalogo?
Il percorso è in tre fasi: verifica lo stato attuale nel Merchant Center, separa i problemi di qualità da quelli di dimensione, e pianifica le correzioni in base alla priorità e alla scadenza.
- 1 · Ads manager / e-commerce managerControlla la scheda «Needs attention»Accedi al Merchant Center, vai su Prodotti e apri la scheda «Needs attention». Filtra per «Low image quality» e per «Image too small» separatamente. Esporta i due elenchi in CSV.
- 2 · Ads manager / e-commerce managerSepara i due problemiI prodotti con immagini sfocate sono ora visibili ma performano peggio. I prodotti con immagini sotto 500×500 px saranno disapprovati dal 31 gennaio 2027. Trattali come due progetti distinti con priorità diverse.
- 3 · Team grafico / fotografoAggiorna le immagini sotto soglia dimensionalePer le immagini troppo piccole, carica versioni nuove con un URL diverso: il ricrawl avviene in 24-72 ore. Se aggiorni lo stesso URL, possono volerci fino a sei settimane — troppo tardi se aspetti dicembre.
- 4 · Team grafico / fotografoMigliora le immagini di bassa qualitàPer le immagini sfocate o pixelate, valuta se il costo di una nuova foto è giustificato dal volume di vendite del prodotto. Parti dai prodotti con più impressioni e margine più alto.
- 5 · Ads managerMonitora le performance dopo le modificheDopo ogni aggiornamento, tieni d’occhio CTR (tasso di clic), impression share (quota di impressioni) e conversion rate per i prodotti aggiornati. Confronta con il periodo precedente.
Quali sono gli errori più frequenti da evitare?
Il rischio principale è confondere i due tipi di problema e non pianificare per tempo l’adeguamento dimensionale, che ha una scadenza rigida.
Chi gestisce campagne Google Shopping — e in generale chi si occupa di Marketing e performance ADV — tende a trattare tutti gli avvisi del Merchant Center allo stesso modo. Ma la differenza tra un avviso di qualità (ora non bloccante) e un avviso di dimensione (bloccante dal 31 gennaio 2027) è sostanziale.
| Errore comune | Conseguenza | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Ignorare gli avvisi di dimensione perché «il prodotto gira ancora» | Disapprovazione automatica dal 31 gen. 2027 | Esporta subito l’elenco e pianifica le correzioni |
| Aggiornare le immagini sullo stesso URL a dicembre 2026 | Ricrawl fino a 6 settimane: troppo tardi | Usa URL nuovi per le immagini sostituite |
| Sostituire tutte le foto senza prioritizzare | Costo elevato, impatto basso sui prodotti marginali | Parti dai prodotti con più impressioni e margine |
| Usare immagini AI senza etichetta o metadato IPTC | Violazione delle policy e possibile non conformità normativa | Verifica il flusso di esportazione con il team tecnico |
| Confondere qualità e dimensione come lo stesso problema | Piano di lavoro sbagliato, risorse sprecate | Trattali come due progetti separati con scadenze diverse |
Come capire se il catalogo è in ordine e le immagini stanno performando?
Ci sono indicatori precisi nel Merchant Center e in Google Ads che ti dicono se le immagini stanno contribuendo alle performance o le stanno frenando.
Tieni presente che Google non pubblica un punteggio di qualità immagine, né una soglia numerica che separa un’immagine «accettabile» da una «scarsa». La segnalazione è qualitativa. Devi quindi affidarti agli indicatori di performance per capire se un’immagine sta penalizzando un prodotto.
Questo tema si collega a una questione più ampia di misurazione delle campagne: come spiegato nell’articolo su Google Ads Local Customer Optimization per il retail, le ottimizzazioni automatiche di Google non sempre sono trasparenti, e monitorare i dati di prodotto è l’unico modo per capire cosa sta succedendo davvero.
| Indicatore | Dove trovarlo | Cosa significa se è basso |
|---|---|---|
| CTR per prodotto (tasso di clic) | Google Ads → Report prodotti | L’immagine o il titolo non attraggono clic |
| Impression share (quota impressioni) | Google Ads → Report Shopping | Il prodotto non viene mostrato abbastanza spesso |
| Prodotti disapprovati | Merchant Center → Needs attention | Problema tecnico da risolvere prima della scadenza |
| Prodotti con avvisi attivi | Merchant Center → Needs attention | Immagini sotto soglia o di bassa qualità |
| Conversion rate per prodotto | Google Ads → Report prodotti | L’immagine attira clic ma non convince all’acquisto |
Allora, vale la pena intervenire subito sul catalogo immagini?
Sì, ma con priorità diverse: l’adeguamento dimensionale è obbligatorio entro gennaio 2027, il miglioramento della qualità è un investimento di performance che conviene fare con criterio.
Vale la pena sehai prodotti bloccati per qualità immagine (recuperi visibilità subito) o immagini sotto 500×500 px (devi adeguarti entro il 31 gennaio 2027 o i prodotti vengono disapprovati).
Una via di mezzohai un catalogo misto: alcune immagini sono già conformi, altre no. Esporta l’elenco dal Merchant Center, prioritizza per volume di vendite e pianifica le correzioni in ordine di impatto.
Non ancora seil tuo catalogo è già sopra i 500×500 px e le immagini sono nitide. Puoi valutare un upgrade a 1.500×1.500 px per migliorare le performance, ma non è urgente.
Come la vediamo in SHM
Per noi questa modifica di Google è un buon esempio di come l’AI e l’automazione stiano cambiando le regole del gioco nel paid media: le piattaforme diventano più permissive sulla qualità percepita, ma più rigide sui requisiti tecnici misurabili. È una tendenza che vediamo anche in altri ambiti, come nel caso del blocco del tracking su Safari, dove le regole cambiano in silenzio e chi non monitora paga il prezzo.
Crediamo che la tecnologia debba sollevare le aziende dalla routine, non creare nuove trappole burocratiche. Per questo, quando lavoriamo con aziende che gestiscono cataloghi ampi su Google Shopping, il primo passo è sempre un audit tecnico del feed: capire quanti prodotti hanno problemi, di che tipo, e costruire un piano di correzione realistico — non una rincorsa dell’ultimo minuto.
Abbiamo seguito questo approccio anche con un produttore di componentistica industriale che aveva un catalogo tecnico complesso e scarsa visibilità organica: l’audit ha rivelato problemi strutturali nel feed che nessuno aveva mai mappato. Partire dai dati, non dalle impressioni, è sempre la scelta giusta.
Se vuoi capire dove sta il problema nel tuo catalogo, puoi partire da una consulenza di integrazione AI e automazione per i processi di gestione del feed, oppure esplorare come ottimizzare la tua presenza su Google con il nostro servizio di SEO per AI. Per chi gestisce campagne in autonomia, il nostro servizio di campagne Google Ads include anche la revisione del feed e delle immagini prodotto.
Domande frequenti
Sì, con la nuova regola i prodotti con immagini di bassa qualità (sfocate, pixelate, a bassa risoluzione) restano visibili negli annunci e nelle schede gratuite senza che tu debba fare nulla. L’avviso rimane nel Merchant Center come suggerimento, ma non blocca più la pubblicazione. Verifica comunque nella scheda «Needs attention» che non ci siano altri problemi tecnici.
Accedi al Merchant Center, vai su Prodotti e apri la scheda «Needs attention». Filtra per il problema «Image too small» per vedere l’elenco completo. Puoi esportare il file CSV per lavorarci in bulk. I warning per le immagini sotto soglia sono attivi da luglio 2026, quindi l’elenco è già disponibile.
Dipende da come aggiorni. Se carichi l’immagine con un URL nuovo, Google la ricrawla in 24-72 ore. Se aggiorni la stessa URL (stesso indirizzo web dell’immagine), il ricrawl può richiedere fino a sei settimane. Per rispettare la scadenza del 31 gennaio 2027, usa URL nuovi e non aspettare dicembre.
No. La pagina di supporto di Google afferma che «un’alta qualità delle immagini è fortemente correlata al coinvolgimento degli utenti e ai clic», ma non fornisce nessuna percentuale o soglia specifica. Dati di settore indicano aumenti del CTR tra il 15% e il 25% con immagini ottimizzate, ma Google stesso non ha pubblicato cifre ufficiali.
Sì, ma con due obblighi. Devi aggiungere un’etichetta AI sull’annuncio (richiesta dalle normative UE, India e New York) e includere il metadato IPTC «trainedAlgorithmicMedia» nel file immagine. Google avverte che l’etichetta non garantisce automaticamente la conformità a tutte le normative locali, quindi verifica con il tuo consulente legale.
Sì. La nuova regola si applica sia agli annunci Shopping a pagamento sia alle schede gratuite (free listings). Le schede gratuite sono attive per default su Google Shopping, Search, Immagini, Lens, YouTube, Maps e Gemini. Chi non investe in annunci a pagamento è comunque coinvolto dalla modifica.
Un’immagine sfocata non ti blocca più, ma un’immagine piccola sì: la differenza tra i due problemi vale più di qualsiasi ottimizzazione di offerta.
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