- Conviene aggiungere Pinterest al piano media programmatic della mia azienda?
- Cosa ha fatto esattamente Pinterest e chi sono i partner coinvolti?
- Cosa dicono i numeri del test: funziona davvero?
- Quanto vale il mercato programmatic in Italia e dove si colloca Pinterest?
- Cosa cambia in pratica per chi gestisce campagne paid in Italia?
- Quali scenari concreti si aprono per aziende italiane?
- Quali rischi devo considerare prima di includere Pinterest nel piano media?
- Perché se ne parla adesso: Pinterest è davvero in crescita o è un canale di nicchia?
- Come si parte concretamente: i passi per valutare e testare Pinterest programmatic?
- Quali errori si fanno più spesso quando si aggiunge un nuovo canale programmatic?
- Come capisco se Pinterest sta davvero portando risultati al mio piano media?
- Allora, Pinterest programmatic vale la pena per la tua azienda?
- Come la vediamo in SHM
- Domande frequenti
- Pinterest ha lanciato il programmatic advertising tramite Amazon Ads, Google DV360 e Yahoo DSP, con Magnite come partner lato offerta: per ora disponibile fuori dall’Europa, ma la direzione è chiara.
- Il mercato programmatic italiano vale quasi un miliardo di euro e cresce dell’8-9% l’anno: aggiungere un nuovo canale richiede una valutazione precisa, non un’adozione automatica.
- Pinterest conta 12,5 milioni di utenti mensili in Italia e un’audience con alta intenzione d’acquisto: il canale è interessante per e-commerce, moda, casa e lifestyle, meno per B2B generalista.
- Chi gestisce campagne paid deve aggiornarsi ora: quando il programmatic Pinterest arriverà in Europa, chi è già pronto partirà con un vantaggio concreto.
Un test pre-lancio ha generato il 15% di reach aggiuntiva con solo l’1% di sovrapposizione di audience: Pinterest sta diventando un canale programmatic vero, e i media buyer italiani devono decidere se e quando includerlo nei loro piani.
Conviene aggiungere Pinterest al piano media programmatic della mia azienda?
Dipende dal settore e dall’audience: Pinterest ha un’utenza con alta intenzione d’acquisto, ma il programmatic non è ancora disponibile in Europa. Vale la pena prepararsi adesso.
Il programmatic advertising è il sistema che compra e vende spazi pubblicitari in modo automatico, in tempo reale, attraverso piattaforme tecnologiche. Fino a ottobre 2026, Pinterest si comprava solo in modo diretto, trattando con il team commerciale della piattaforma. Adesso cambia tutto: Pinterest entra nel circuito automatizzato, dove già operano Meta, Google e Amazon.
Per un ads manager o un marketing manager, questo significa una cosa sola: Pinterest diventa confrontabile con gli altri canali nel momento in cui si pianifica il budget. Non è più un’opzione di nicchia che richiede una trattativa separata.
| La tua situazione | Conviene valutarlo? | Perché |
|---|---|---|
| E-commerce moda, casa, beauty, food | Sì | Audience Pinterest ad alta intenzione d’acquisto, ottima per visual commerce |
| Azienda manifatturiera B2B | No, per ora | Audience prevalentemente consumer, ROI difficile da giustificare |
| Studio professionale o consulenza | No, per ora | Pinterest non è il canale per decision maker aziendali |
| Retail e negozi fisici con presenza online | Sì | Utenti Pinterest cercano ispirazione prima di acquistare: funnel lungo ma qualificato |
| Brand lifestyle con budget display già attivo | Sì | Il programmatic Pinterest aggiunge reach incrementale con bassa sovrapposizione |
Cosa ha fatto esattamente Pinterest e chi sono i partner coinvolti?
Pinterest ha lanciato i Programmatic Deals il 26 ottobre 2026: gli inserzionisti possono ora comprare spazi Pinterest attraverso Amazon Ads, Google Display & Video 360 e Yahoo DSP, con Magnite come partner lato offerta.
Il lancio si chiama Pinterest Programmatic Deals. Il meccanismo funziona così: Magnite gestisce l’offerta di inventory (gli spazi pubblicitari disponibili su Pinterest), mentre tre grandi piattaforme di acquisto automatizzato — Amazon Ads con il suo sistema DVA+, Google Display & Video 360 e Yahoo DSP — permettono agli inserzionisti di comprare quegli spazi dai loro pannelli di controllo abituali. In America Latina e Asia Pacific, la supply è gestita anche da Google Ad Manager.
Per un ads manager, questo è rilevante perché non serve aprire un account Pinterest Ads separato: si può pianificare Pinterest direttamente dall’interno di Google DV360 o Amazon DSP, gli stessi strumenti già usati per altri canali.
| Ruolo | Piattaforma | Cosa fa |
|---|---|---|
| Supply-side partner (SSP) | Magnite | Gestisce e mette a disposizione l’inventory pubblicitario di Pinterest |
| Demand-side partner (DSP) | Amazon Ads DVA+ | Permette l’acquisto automatizzato degli spazi Pinterest |
| Demand-side partner (DSP) | Google Display & Video 360 | Integra Pinterest nel planning display e video |
| Demand-side partner (DSP) | Yahoo DSP | Terza opzione di acquisto programmatico |
| Supply regionale | Google Ad Manager | Gestisce la supply in America Latina e Asia Pacific |
Un dettaglio importante: al lancio, il programmatic Pinterest è disponibile in Nord America, Sud America e Asia Pacific. L’Europa — e quindi l’Italia — non è inclusa nella disponibilità generale, come riportato da ppc.land. Ma la direzione è tracciata, e chi si prepara adesso parte avvantaggiato quando arriverà il rollout europeo.

Cosa dicono i numeri del test: funziona davvero?
Il test con Moroccanoil ha mostrato risultati concreti: reach aggiuntiva del 15% e click-through rate superiore del 20% rispetto alle campagne display e video medie del brand.
Prima del lancio ufficiale, Pinterest ha condotto un test a giugno 2026 con il brand Moroccanoil (prodotti per capelli). I risultati, riportati da Marketing Dive, mostrano due dati interessanti.
Il dato più significativo è la sovrapposizione di audience all’1%: significa che Pinterest raggiunge persone che gli altri canali non toccano. Per un brand che ha già saturato Meta e Google, questo è un argomento forte. Il click-through rate superiore del 20% suggerisce che l’utente Pinterest, quando vede un annuncio pertinente, è più propenso ad agire rispetto alla media del display tradizionale.
Attenzione: si tratta di un singolo test su un brand specifico (beauty/haircare), settore particolarmente adatto a Pinterest. I risultati non sono generalizzabili a tutti i verticali.
Quanto vale il mercato programmatic in Italia e dove si colloca Pinterest?
Il programmatic italiano ha superato i 988 milioni di euro nel 2025 e punta al miliardo nel 2026. Pinterest entra in un mercato maturo ma ancora in crescita.
Il mercato del programmatic advertising in Italia cresce con costanza. Secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, nel 2025 ha raggiunto 988 milioni di euro, con una crescita dell’8% rispetto al 2024. Per il 2026 le stime indicano un totale tra 1,07 e 1,08 miliardi di euro.
In questo contesto, Pinterest in Italia conta circa 12,5 milioni di utenti mensili (dato Audicom, settembre 2025, via Osservatorio Social Media di Vincenzo Cosenza). È una piattaforma con una base utenti significativa, ma con un tempo medio di utilizzo di 23 minuti al mese: meno dei principali social competitor. Questo non è necessariamente un problema: l’utente Pinterest è in modalità ricerca e pianificazione, non in scrolling passivo.
A livello europeo, secondo IAB Italia, il programmatic europeo è cresciuto del 18,4% nel 2024. L’Italia è il sesto mercato europeo per investimenti pubblicitari digitali.

Cosa cambia in pratica per chi gestisce campagne paid in Italia?
Nell’immediato, nulla cambia operativamente: il programmatic Pinterest non è ancora disponibile in Europa. Ma il momento giusto per aggiornarsi è adesso, non quando arriverà il rollout.
Chi gestisce campagne paid in Italia ha già familiarità con Google DV360 o Amazon DSP. Quando Pinterest arriverà in Europa attraverso questi strumenti, l’integrazione sarà tecnica e relativamente rapida. Il lavoro vero è strategico: capire se Pinterest ha senso nel mix di canali, per quale audience e con quale formato.
Un aspetto da tenere a mente: nel 2025 Pinterest ha aumentato del 49% il numero di annunci serviti, mentre il prezzo medio è sceso del 22% (fonte: Pinterest Inc., Form ARS FY2025). Più inventory disponibile a prezzi più bassi è una buona notizia per chi compra spazi: significa che il canale è competitivo e non ancora saturo come Meta o Google Search.
- 1 · Ads manager / media buyerValuta l’audience PinterestAnalizza se il tuo target è presente su Pinterest: settori come moda, casa, beauty, food e lifestyle hanno la corrispondenza più alta.
- 2 · Ads manager / media buyerVerifica i DSP già in usoSe usi già Google DV360 o Amazon DSP, l’integrazione Pinterest sarà nativa quando arriverà in Europa: nessun nuovo account da aprire.
- 3 · Marketing managerPianifica il budget incrementalePinterest non sostituisce Meta o Google: è un canale complementare per reach aggiuntiva. Pianifica un budget test separato, non spostare budget esistente.
- 4 · Team creativoPrepara i formati visualPinterest premia contenuti verticali, ad alta qualità visiva, con testo minimo. I banner standard del display tradizionale non funzionano bene.
- 5 · Marketing managerMonitora il rollout europeoSegui gli aggiornamenti ufficiali di Pinterest e dei DSP partner: quando arriverà la disponibilità europea, chi è pronto parte prima.
Quali scenari concreti si aprono per aziende italiane?
Il canale è più adatto a settori visual e consumer: e-commerce, retail e brand lifestyle hanno le opportunità più chiare. Il B2B generalista ha poco da guadagnare.
Esempi illustrativi: i numeri servono a mostrare la logica del ragionamento, non sono dati di clienti reali.
| Tipo di azienda | Scenario Pinterest | Obiettivo realistico | Rischio principale |
|---|---|---|---|
| E-commerce arredamento e design | Annunci su ricerche ispirazionali (es. ‘soggiorno moderno’) | Traffico qualificato in fase di pianificazione acquisto | Funnel lungo: conversione non immediata |
| Brand beauty o skincare | Visual ads su trend stagionali e routine | Reach incrementale su audience già attiva su Meta | Costo per acquisizione da monitorare vs. Meta |
| Rete di negozi abbigliamento | Campagne locali su collezioni stagionali | Awareness e traffico in store | Misurazione offline difficile |
| Azienda manifatturiera B2B | Non pertinente | Nessun obiettivo realistico su Pinterest | Budget sprecato su audience non in target |
Chi gestisce campagne su più canali sa già che la sfida non è trovare nuovi canali, ma capire quando aggiungerli senza disperdere il budget. Su questo tema, l’articolo su Google Ads e l’allocazione del budget per canale offre un framework utile per ragionare sulla priorità degli investimenti.
Quali rischi devo considerare prima di includere Pinterest nel piano media?
I rischi principali sono tre: la disponibilità europea ancora incerta, la misurazione dell’attribuzione e la tentazione di spostare budget da canali già performanti.
Il primo rischio è strutturale: il programmatic Pinterest non è ancora disponibile in Europa. Non c’è una data confermata per il rollout europeo. Chi pianifica campagne per il 2026-2027 deve tenere conto di questa incertezza.
Il secondo rischio riguarda la misurazione. Pinterest ha un funnel tipicamente lungo: l’utente vede un pin, salva l’idea, e converte settimane dopo su un altro canale. I modelli di attribuzione standard (last-click) tendono a sottovalutare il contributo di Pinterest. Su questo punto, l’articolo su misurazione e attribuzione in Amazon Ads mostra come affrontare lo stesso problema su un altro canale programmatic.
Il terzo rischio è il più comune: spostare budget da Meta o Google verso Pinterest per «provare qualcosa di nuovo». Pinterest funziona come canale aggiuntivo, non sostitutivo. Il budget test deve essere incrementale.
| Rischio | Probabilità | Come gestirlo |
|---|---|---|
| Rollout europeo in ritardo o parziale | Alta nel breve termine | Non pianificare Pinterest come canale primario per il 2026 |
| Attribuzione sottostimata | Alta su funnel lunghi | Usare modelli data-driven o view-through attribution |
| Budget spostato da canali performanti | Media | Definire un budget test separato, mai toccare il budget dei canali già ottimizzati |
| Formati creativi non adatti | Media | Produrre asset verticali ad hoc, non riciclare banner display |
| Audience non in target | Alta per B2B | Escludere Pinterest dal piano se il target è professionale o tecnico |
Perché se ne parla adesso: Pinterest è davvero in crescita o è un canale di nicchia?
Pinterest ha 619 milioni di utenti mensili globali e un fatturato in crescita del 16% nel 2025: non è più una nicchia, ma un canale con scala sufficiente per entrare nei piani media strutturati.
I numeri di Pinterest nel 2025 raccontano una storia di crescita solida. Il fatturato ha raggiunto 4,22 miliardi di dollari (+16% sul 2024), secondo il report annuale Pinterest Inc. (Form ARS FY2025). Il dato europeo è ancora più interessante: 775 milioni di dollari di revenue dall’Europa, con una crescita del 31%.
Nel terzo trimestre 2025, il revenue europeo è cresciuto del 41% anno su anno — il ritmo più alto tra tutte le aree geografiche, secondo i risultati Q3 2025 di Pinterest. Questo spiega perché il programmatic è il passo logico successivo: la piattaforma ha la scala per attrarre i grandi media buyer.
Il contesto italiano è coerente con questa traiettoria. Pinterest conta 12,5 milioni di utenti mensili in Italia, in un mercato programmatic che vale quasi un miliardo di euro e cresce ogni anno. L’ingresso di Pinterest nel circuito programmatic non è una mossa isolata: si inserisce in un ecosistema dove anche Amazon sta espandendo la sua presenza (come raccontato nell’articolo su Amazon Ads AI multi-formato) e dove l’acquisto media automatizzato sta diventando la norma, come analizzato nell’articolo su agentic buying e l’acquisto media automatizzato nel 2026.
Come si parte concretamente: i passi per valutare e testare Pinterest programmatic?
Il percorso ha cinque passi: analisi dell’audience, verifica dei DSP in uso, definizione del budget test, preparazione dei creativi e setup della misurazione.
Prima di aspettare il rollout europeo, c’è lavoro preparatorio da fare. Chi arriva pronto al momento del lancio può partire con un test strutturato invece di improvvisare.
- 1 · Marketing managerAnalizza se il tuo settore è adattoControlla se il tuo prodotto o servizio ha una componente visiva e aspirazionale forte. Moda, casa, beauty, food, viaggi: sì. B2B tecnico o consulenza: no.
- 2 · Ads managerVerifica i DSP già attiviSe usi Google DV360 o Amazon DSP, l’integrazione Pinterest sarà nativa. Parla con il tuo account manager per capire i tempi del rollout europeo.
- 3 · Marketing managerDefinisci un budget test separatoStanzia un budget incrementale, non spostare risorse da Meta o Google. Un test significativo richiede almeno 4-6 settimane di dati.
- 4 · Team creativoProduci asset verticali ad hocPinterest premia immagini e video verticali (9:16 o 2:3), alta qualità visiva, testo minimo. Non riciclare i banner del display tradizionale.
- 5 · Ads managerConfigura la misurazione prima di partireImposta il Pinterest Tag e valuta un modello di attribuzione che consideri il view-through: il funnel Pinterest è lungo e il last-click lo penalizza.
- 6 · Marketing managerMonitora e decidi dopo il testDopo 4-6 settimane, confronta il costo per acquisizione con gli altri canali e valuta se la reach incrementale giustifica il budget allocato.
Quali errori si fanno più spesso quando si aggiunge un nuovo canale programmatic?
L’errore più comune è trattare il nuovo canale come una copia degli altri: stessi creativi, stesso budget, stessa logica di misurazione. Pinterest ha dinamiche proprie che richiedono un approccio dedicato.
Chi ha già vissuto l’ingresso di un nuovo canale nel piano media — che fosse TikTok, Amazon DSP o Connected TV — riconosce lo schema: entusiasmo iniziale, risultati deludenti, abbandono prematuro. Quasi sempre il problema non è il canale, ma come viene testato.
Su Pinterest, gli errori più frequenti che vediamo in fase di pianificazione sono cinque.
| Errore | Perché succede | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Riciclare i creativi da Meta o Google | Si vuole risparmiare tempo e budget creativo | Produrre asset verticali nativi per Pinterest: il formato conta quanto il messaggio |
| Misurare con il last-click | È il modello default della maggior parte dei tool | Usare view-through attribution o modelli data-driven per catturare il funnel lungo |
| Spostare budget da canali già performanti | Si vuole ‘provare’ senza aumentare la spesa totale | Il budget test deve essere incrementale: non toccare i canali che già funzionano |
| Aspettarsi conversioni immediate | Pinterest è visto come un canale a risposta diretta | Pinterest è un canale di ispirazione: le conversioni arrivano settimane dopo il primo contatto |
| Non segmentare per intenzione | Si usa il targeting demografico standard | Usare le keyword e gli interessi di Pinterest per intercettare utenti in fase di pianificazione acquisto |
Un parallelo utile: gli stessi errori di misurazione e attribuzione si ripetono su Amazon DSP, come analizzato nell’articolo su Amazon DSP e le opportunità per il B2B italiano. Il principio è lo stesso: ogni canale ha la sua logica, e applicare i parametri di un canale a un altro produce risultati fuorvianti.
Come capisco se Pinterest sta davvero portando risultati al mio piano media?
Gli indicatori da monitorare sono diversi da quelli del display tradizionale: la reach incrementale, il view-through rate e il costo per reach aggiuntiva sono più rilevanti del click-through rate puro.
| Indicatore | Cosa misura | Soglia di attenzione | Frequenza |
|---|---|---|---|
| Reach incrementale | Quante persone nuove raggiungi rispetto agli altri canali | Sotto il 10%: il canale si sovrappone agli altri | Mensile |
| Sovrapposizione di audience | Quanto l’audience Pinterest si sovrappone a Meta/Google | Sopra il 20%: stai pagando per raggiungere le stesse persone | Mensile |
| View-through conversion rate | Conversioni avvenute dopo aver visto (non cliccato) un annuncio Pinterest | Confronta con la finestra di attribuzione degli altri canali | Settimanale |
| Costo per reach aggiuntiva | Quanto costa raggiungere una persona nuova tramite Pinterest | Confronta con il CPM degli altri canali display | Mensile |
| Engagement rate sui pin | Salvataggi, click e interazioni con i contenuti | Sotto il benchmark di settore: problema creativo | Settimanale |
| Tempo alla conversione | Quanti giorni passano tra il primo contatto Pinterest e la conversione | Oltre 30 giorni: allarga la finestra di attribuzione | Mensile |
Allora, Pinterest programmatic vale la pena per la tua azienda?
Vale la pena seoperi in un settore visual e consumer (moda, casa, beauty, food, lifestyle), hai già saturato Meta e Google e cerchi reach incrementale su un’audience con alta intenzione d’acquisto. Preparati adesso: quando il programmatic Pinterest arriverà in Europa, chi è pronto parte con un vantaggio concreto.
Una via di mezzoil tuo settore ha una componente visiva ma il target è misto (consumer e B2B). Testa Pinterest con un budget limitato e misura la sovrapposizione di audience prima di scalare. Non è il momento di grandi investimenti, ma di esplorazione strutturata.
Non ancora seoperi in B2B tecnico, consulenza o settori senza componente visiva forte. L’audience Pinterest non corrisponde ai tuoi decision maker e il budget sarebbe sprecato. Concentrati su canali come Google Search, LinkedIn o Amazon DSP dove il tuo target è già presente.
Come la vediamo in SHM
Per noi, l’ingresso di Pinterest nel programmatic è un segnale di maturità del mercato, non una rivoluzione. Crediamo che ogni nuovo canale vada analizzato con la stessa domanda: aggiunge qualcosa di reale al piano media del cliente, o è solo una novità da inseguire? Nel caso di Pinterest, la risposta dipende dal settore e dall’audience — e lo diciamo chiaramente, anche quando la risposta è «non ancora».
Quello che ci interessa è aiutare chi gestisce campagne paid a prendere decisioni basate su dati, non su entusiasmo. Il programmatic Pinterest non è disponibile in Europa oggi, ma il momento giusto per capire se fa al caso tuo è adesso, non quando arriverà il rollout. Chi aspetta di capire «quando serve» parte sempre in ritardo.
Se stai rivedendo il tuo piano media o vuoi capire come integrare nuovi canali programmatic nella tua strategia, puoi esplorare i nostri servizi di campagne Google Ads, campagne Meta e elaborazione dati e business intelligence per costruire una misurazione che funzioni davvero su funnel lunghi. Puoi anche seguire gli aggiornamenti del cluster Marketing e performance ADV per restare aggiornato su come cambia il panorama paid.
Domande frequenti
No. Al lancio del 26 ottobre 2026, il programmatic Pinterest è disponibile in Nord America, Sud America e Asia Pacific. L’Europa, inclusa l’Italia, non è inclusa nella disponibilità generale. Non c’è ancora una data confermata per il rollout europeo.
No. Il programmatic Pinterest funziona attraverso i DSP già esistenti: Amazon Ads DVA+, Google Display & Video 360 e Yahoo DSP. Se usi già uno di questi strumenti, l’integrazione Pinterest sarà nativa quando arriverà in Europa.
In generale no. L’audience Pinterest è prevalentemente consumer, con alta presenza nei settori moda, casa, beauty, food e lifestyle. Per aziende B2B con target professionale o tecnico, canali come LinkedIn o Google Search sono più adatti.
Pinterest ha un funnel tipicamente lungo: l’utente vede un annuncio, salva l’idea e converte settimane dopo. Il modello last-click tende a sottovalutare il contributo di Pinterest. È consigliabile usare modelli di attribuzione data-driven o view-through attribution con una finestra di almeno 30 giorni.
Non esiste una soglia universale, ma il budget test deve essere incrementale rispetto ai canali già attivi: non spostare risorse da Meta o Google. Un test significativo richiede almeno 4-6 settimane di dati per avere indicatori affidabili su reach, sovrapposizione di audience e costo per acquisizione.
Pinterest premia contenuti verticali (formato 9:16 o 2:3), ad alta qualità visiva e con testo minimo. I banner orizzontali del display tradizionale non sono ottimizzati per la piattaforma. Produrre asset ad hoc è quasi sempre necessario per ottenere risultati significativi.
Pinterest programmatic non è una novità da inseguire: è un segnale che il mercato si consolida, e il momento per capire se fa al caso tuo è prima che arrivi in Europa, non dopo.
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