- Questo mi riguarda davvero, o è un problema solo per i grandi siti?
- Cosa sono le SERP 'avvelenate' di Google e perché esistono?
- Cosa è successo al traffico ChatGPT in Google Analytics?
- Perché se ne parla adesso: il traffico AI sta davvero crescendo?
- Cosa cambia con Google AI Overviews e i link in evidenza?
- Cosa offre Bing per capire dove il tuo sito non appare nelle risposte AI?
- Tre scenari concreti: come si traduce tutto questo per un'azienda italiana?
- Come si fa la doppia verifica giusta per ogni numero del report?
- Quali errori si fanno più spesso quando i dati sembrano strani?
- Come capire se i tuoi dati SEO sono affidabili in questo momento?
- Come si parte: i passi concreti per mettere in ordine il monitoraggio adesso?
- Allora, vale la pena rivedere il monitoraggio SEO della tua azienda adesso?
- Come la vediamo in SHM
- Domande frequenti
- Dal 13 settembre al 9 ottobre 2026, l’8% delle SERP monitorate da Nozzle era ‘avvelenata’: i siti abituali sparivano e il tuo sito non appariva nel 58,6% delle pagine colpite, contro il 2,7% normale.
- Il rilascio di GPT-6 il 7 ottobre ha rimosso il tag UTM dalle visite ChatGPT: circa 31.000 visite al giorno si sono spostate sotto ‘Traffico diretto’ in Google Analytics, creando un falso calo del 45%.
- Per ogni calo nei report, serve una doppia verifica: rank tracker + Search Console per Google, tag UTM + traffico diretto per ChatGPT. I numeri da soli non bastano più.
Tra il 27 e il 29 settembre 2026, un quarto delle pagine di risultati Google monitorate dai rank tracker mostrava siti completamente diversi dal solito. Se hai visto un calo di posizioni in quel periodo, potrebbe non essere mai successo davvero.
Questo mi riguarda davvero, o è un problema solo per i grandi siti?
Riguarda chiunque usi un rank tracker o misuri il traffico da ChatGPT in Google Analytics. Se hai un e-commerce, uno studio professionale o un’azienda manifatturiera con un sito ottimizzato, i tuoi report di ottobre potrebbero contenere dati sbagliati.
Nell’ottobre 2026 sono successe due cose in parallelo, indipendenti tra loro, che hanno reso inaffidabili due delle metriche più usate nel monitoraggio SEO. La prima riguarda Google e i rank tracker (i software che controllano ogni giorno a che posizione appare il tuo sito). La seconda riguarda ChatGPT e il modo in cui Google Analytics conta le visite che arrivano dall’assistente AI.
Il risultato pratico: se hai presentato un report a ottobre, o se stai guardando i dati di quel mese, alcune cifre potrebbero raccontare una storia falsa. Non per colpa tua, non per colpa dell’agenzia, ma per come funzionano i sistemi di misurazione in questo momento.
| La tua situazione | Sei a rischio? | Perché |
|---|---|---|
| Usi un rank tracker (SEMrush, Ahrefs, Nozzle…) | Sì | Le SERP ‘avvelenate’ di Google falsano le posizioni rilevate |
| Misuri il traffico ChatGPT in GA4 | Sì | Il bug UTM di GPT-6 ha spostato visite sotto ‘Diretto’ |
| Usi solo Search Console per monitorare | Parzialmente | Search Console non è colpita dal rank tracker bug, ma ha avuto un bug separato sulle impression (maggio 2025) |
| Non hai traffico da AI e non usi rank tracker | No, per ora | Nessun impatto diretto in questo periodo |
Cosa sono le SERP ‘avvelenate’ di Google e perché esistono?
Google ha iniziato a servire pagine di risultati alterate ai bot automatici per difendersi dallo scraping da parte dei sistemi AI. I rank tracker, che funzionano come bot, hanno ricevuto queste pagine false al posto di quelle reali.
Un rank tracker funziona così: ogni giorno lancia migliaia di ricerche automatiche su Google e registra a che posizione appare il tuo sito per ogni parola chiave. Google ha rilevato questo traffico automatico e, secondo l’analisi della società Nozzle, ha risposto servendo pagine di risultati modificate a questi bot.
Nozzle ha analizzato 17,8 milioni di pagine di risultati raccolte tra il 13 settembre e il 9 ottobre 2026. L’8% di quelle pagine era ‘avvelenata’: i siti che normalmente appaiono per quella parola chiave erano quasi tutti assenti. Il picco è stato tra il 27 e il 29 settembre, quando circa un quarto delle pagine era alterato. Dall’1 ottobre in poi il fenomeno si è stabilizzato tra il 5% e l’11% al giorno.
Nelle pagine colpite, le fonti citate negli AI Overviews (i riassunti generati da Google in cima ai risultati) mantenevano solo il 42,3% dei siti presenti nella pagina normale, contro il 68,8% di riferimento. Gli AI Overviews stessi apparivano nel 34,9% dei casi invece del 54,2% solito, secondo l’analisi pubblicata su DEV Community da Nozzle.
Il problema non riguarda i tuoi utenti reali: loro vedono i risultati normali. Riguarda solo i dati che il tuo rank tracker ha registrato in quel periodo.
Cosa è successo al traffico ChatGPT in Google Analytics?
Dopo il rilascio di GPT-6 il 7 ottobre 2026, ChatGPT ha smesso di aggiungere il tag identificativo alle visite in uscita. Google Analytics non riconosceva più quelle visite come provenienti da ChatGPT e le contava come ‘traffico diretto’.
Google Analytics riconosce da dove arriva una visita grazie a un parametro chiamato UTM (Urchin Tracking Module), cioè un’etichetta aggiunta all’indirizzo web del link. ChatGPT usava il tag utm_source=chatgpt.com per segnalare che la visita veniva dal suo assistente.
Con GPT-6, quel tag è sparito. Le visite arrivavano senza etichetta e con l’attributo noreferrer, che impedisce al browser di comunicare la provenienza. Risultato: Google Analytics le classificava come ‘Traffico diretto’, la categoria residuale che raccoglie tutto ciò che non ha una fonte identificabile.
OpenAI ha confermato il bug il 14 ottobre e ha distribuito la correzione il 15 ottobre. Secondo i dati di Adobe riportati da NoticeMeSenpai, alle 9 del mattino del 15 ottobre i tag UTM erano tornati al 95–100% dei livelli della settimana precedente. La finestra di dati compromessa va dall’8 al 15 ottobre 2026.
Se nei tuoi report vedi un calo del traffico ChatGPT in quel periodo e un aumento del traffico diretto, non è un problema reale: è un problema di misurazione. Annota questa anomalia nei report prima che qualcuno tragga conclusioni sbagliate.
Perché se ne parla adesso: il traffico AI sta davvero crescendo?
Il traffico referral dalle piattaforme AI è cresciuto 16 volte in due anni. Misurarlo male oggi significa perdere informazioni strategiche su un canale che pesa sempre di più.
Secondo SE Ranking, le piattaforme AI rappresentano ora lo 0,32% di tutto il traffico web globale. Può sembrare poco, ma è 16 volte il valore del 2024. Per un e-commerce con 50.000 visite al mese, significa circa 160 visite al mese da AI, contro le 10 di due anni fa.
Non è solo ChatGPT. La composizione del traffico AI sta cambiando rapidamente: ChatGPT era dominante con l’89,1% del traffico referral AI tra maggio e agosto 2025, ma è sceso al 62,6% tra marzo e aprile 2026. Claude è passata dall’1,4% al 18,5%, Gemini dal 2,4% al 10,6% nello stesso periodo, secondo i dati di Goodie/HiGoodie.
Questo significa che monitorare solo ChatGPT non basta più. Un’azienda che misura solo il traffico da ChatGPT in GA4 sta ignorando quasi il 40% del traffico AI che riceve. E se quel 40% è classificato male, le decisioni su dove investire in contenuti diventano ancora meno affidabili. Per approfondire come la SEO si stia adattando a questo scenario, leggi il nostro articolo su ChatGPT che cita fonti primarie e cosa cambia per la visibilità.
Cosa cambia con Google AI Overviews e i link in evidenza?
Google sta spostando i link in posizione più alta nelle risposte AI e sta testando nuove sezioni dedicate. Per chi monitora le posizioni, questo crea un disallineamento tra ciò che vede l’utente e ciò che riporta Search Console.
Gli AI Overviews sono i riquadri generati da Google che appaiono in cima ai risultati di ricerca e sintetizzano una risposta. Secondo un’analisi Ahrefs su 300.000 keyword, a marzo 2026 gli AI Overviews apparivano nel 48% di tutte le query, in aumento dal 34,5% di dicembre 2025: un incremento del 58% in tre mesi.
Google sta ora spostando i link inline (i link inseriti direttamente nel testo della risposta AI) più in alto nelle risposte. Sta anche testando una sezione dedicata in cima ad alcune risposte con link a pagine ufficiali. Il problema per chi monitora: in Search Console, ogni link dentro un AI Overview riceve la stessa posizione dell’AI Overview nel suo complesso. Quindi se un link sale dentro la risposta AI, Search Console non lo registra come un miglioramento di posizione.
| Novità Google AI (ottobre 2026) | Cosa vede l’utente | Cosa vede Search Console |
|---|---|---|
| Link inline più in alto nella risposta AI | Il link appare prima nel testo | Posizione invariata (uguale all’AI Overview) |
| Sezione link ufficiali in cima (test) | Box dedicato con link a pagine ufficiali | Non ancora riportato separatamente |
| Caroselli ‘Fonti preferite’ in più lingue | Il tuo sito evidenziato se sei fonte preferita | Impressioni visibili se abilitato in Search Console |
| Nomi creator su video in AI Mode | Nome e link al profilo Search del creator | Visibile nel report AI generativa |
Per essere incluso come ‘fonte preferita’ nei caroselli di Google, il tuo sito deve essere abilitato alle funzionalità AI generativa in Search Console. Se non lo hai ancora fatto, stai perdendo visibilità che non appare in nessun report. Questo tema si collega direttamente a quanto abbiamo analizzato nell’articolo sugli AI Overviews sui brand e la visibilità SEO.
Cosa offre Bing per capire dove il tuo sito non appare nelle risposte AI?
Microsoft ha aggiunto uno strumento chiamato Topics Portfolio a Bing Webmaster Tools che mostra per quali argomenti il tuo sito non viene citato nelle risposte AI, mentre i concorrenti sì.
Bing Webmaster Tools (lo strumento gratuito di Microsoft per monitorare la visibilità su Bing) ha introdotto in versione beta una sezione chiamata Topics Portfolio all’interno del report AI Performance. Raggruppa le query per cui il tuo sito viene citato nelle risposte AI in macro-argomenti, con dati approssimativi sul volume totale di citazioni per argomento.
La parte più utile per chi vuole crescere è la lista delle ‘opportunity queries’: le ricerche in cui altri siti vengono citati dall’AI di Bing, ma il tuo no. È un modo diretto per identificare lacune di contenuto. Attenzione: la lista può includere anche query legate a brand concorrenti, che non sono rilevanti per te. Microsoft stessa raccomanda di usare questi dati come indicazioni di direzione, non come numeri precisi.
| Funzione Topics Portfolio (Bing) | A cosa serve | Limite da tenere a mente |
|---|---|---|
| Raggruppamento query per argomento | Capire su quali temi sei già citato dall’AI | Dati approssimativi, non esatti |
| Volume citazioni per argomento | Confrontare il peso relativo dei tuoi temi | Comparazione tra temi, non tracking assoluto |
| Opportunity queries | Trovare argomenti dove i concorrenti ti superano | Può includere brand term irrilevanti |
| Numero di siti citati per argomento | Capire quanto è affollato il tema | Solo se Bing ha dati sufficienti sul tuo sito |
Tre scenari concreti: come si traduce tutto questo per un’azienda italiana?
Un e-commerce, uno studio di consulenza e un’azienda manifatturiera reagiscono in modo diverso a questi cambiamenti. Ecco cosa controllare in ciascun caso.
Esempi illustrativi: i numeri servono a mostrare il ragionamento, non sono dati di clienti reali.
| Tipo di azienda | Problema principale | Verifica prioritaria | Azione concreta |
|---|---|---|---|
| E-commerce (es. abbigliamento, 80.000 visite/mese) | Il rank tracker mostra cali di posizione a fine settembre | Confronta le keyword colpite con Search Console: se le impression non calano, il calo è falso | Annota la finestra 13 set–9 ott nei report; non ottimizzare in risposta a dati non reali |
| Studio professionale (es. commercialista, 5.000 visite/mese) | Il traffico ChatGPT è crollato a ottobre in GA4 | Controlla il traffico diretto nello stesso periodo: se è aumentato di pari passo, era un bug UTM | Aggiungi una nota al report di ottobre; il traffico reale non è cambiato |
| Azienda manifatturiera (es. componentistica, B2B) | Non sa se appare nelle risposte AI di Google o Bing | Attiva il report AI generativa in Search Console; controlla Topics Portfolio su Bing | Identifica i temi dove i concorrenti vengono citati e il tuo sito no |
Il tema della visibilità nelle risposte AI non riguarda solo i grandi editori. Come abbiamo spiegato nell’articolo su SEO senza indice Google e cosa cambia per la visibilità, anche le PMI devono iniziare a monitorare la propria presenza nei sistemi AI, non solo nelle SERP tradizionali.
Come si fa la doppia verifica giusta per ogni numero del report?
Ogni metrica SEO ha ora una fonte di controllo alternativa. Usarle insieme è l’unico modo per distinguere un problema reale da un artefatto di misurazione.
- 1 · Rank trackerRileva un calo di posizionePrima di agire, vai su Search Console e cerca la stessa keyword. Se le impression non calano nello stesso periodo, il calo nel rank tracker è probabilmente una SERP ‘avvelenata’.
- 2 · Google Analytics 4Mostra meno traffico da ChatGPTControlla il traffico diretto nello stesso periodo. Se è aumentato in modo anomalo, le visite ChatGPT si sono spostate lì per il bug UTM. Annota la finestra 8–15 ottobre 2026.
- 3 · Search ConsoleRiporta impression in caloVerifica se il calo riguarda solo le impression o anche i clic. Google ha avuto un bug separato sulle impression dal maggio 2025, documentato da <a href=’https://www.kickstartseo.co.uk/blogs/post/google-search-console-impressions-dropping-dont-panic’ target=’_blank’ rel=’noopener noreferrer’>Kickstart SEO</a>. Se i clic restano stabili, il calo delle impression può essere un artefatto.
- 4 · Report AI generativaMostra poche impression da AI OverviewsControlla se il tuo sito è abilitato alle funzionalità AI generativa in Search Console. Senza abilitazione, non puoi comparire come fonte preferita e i dati non vengono raccolti.
- 5 · Bing Webmaster ToolsTopics Portfolio mostra opportunity queriesFiltra le query che contengono brand term di concorrenti: non sono opportunità reali. Concentrati sulle query tematiche dove hai contenuti ma non vieni citato.
Quali errori si fanno più spesso quando i dati sembrano strani?
L’errore più comune è reagire ai dati senza verificarli: ottimizzare pagine che non hanno perso posizioni reali, o allarmarsi per cali di traffico che non sono mai avvenuti.
Ecco i tre errori più frequenti in questo tipo di situazione:
- Ottimizzare in risposta a dati falsi. Se il rank tracker mostra un calo e tu modifichi il contenuto della pagina, rischi di peggiorare qualcosa che funzionava. Verifica sempre con Search Console prima di toccare nulla.
- Presentare il calo ChatGPT come perdita di traffico reale. Un report che mostra -45% di sessioni ChatGPT a ottobre senza la nota sul bug UTM porta il cliente a conclusioni sbagliate. Aggiungi sempre il contesto.
- Ignorare Claude e Gemini nel monitoraggio. Se misuri solo il traffico da ChatGPT, stai perdendo di vista quasi il 40% del traffico AI. Con Claude al 18,5% e Gemini al 10,6% del totale referral AI, non sono più trascurabili.

Un errore meno ovvio riguarda Search Console e le impression. Come documentato da Garrett Digital, la rimozione del parametro &num=100 da parte di Google a settembre 2025 ha causato un calo delle impression nell’87,7% degli 819 siti analizzati. Chi non sapeva di questo cambiamento ha interpretato il calo come un problema di visibilità reale.
Come capire se i tuoi dati SEO sono affidabili in questo momento?
Ci sono indicatori precisi che permettono di distinguere un problema di misurazione da un problema reale di visibilità. Eccoli in una tabella di riferimento.
| Segnale nel report | Possibile causa reale | Come verificare |
|---|---|---|
| Calo posizioni nel rank tracker (set–ott 2026) | SERP ‘avvelenata’ da Google anti-scraping | Confronta con Search Console: impression stabili = falso calo |
| Calo sessioni ChatGPT in GA4 (8–15 ott 2026) | Bug UTM dopo rilascio GPT-6 | Controlla traffico diretto: aumento parallelo = bug risolto |
| Calo impression in Search Console (da mag 2025) | Bug logging Google o rimozione &num=100 | Verifica se i clic sono stabili: sì = problema di impression, non di visibilità |
| Sito assente dagli AI Overviews | Non abilitato in Search Console o contenuto non ottimizzato | Attiva funzionalità AI generativa in Search Console |
| Nessun dato in Topics Portfolio Bing | Bing non ha dati sufficienti sul sito | Aumenta la presenza su Bing con contenuti indicizzati |
Questi dati di Search Engine Land mostrano perché il monitoraggio della visibilità negli AI Overviews è diventato critico: anche chi è in prima posizione perde quasi il 60% dei clic quando appare un AI Overview. Sapere se sei citato nell’AI Overview è più importante di sapere se sei in prima posizione. L’argomento è approfondito nel nostro articolo su Google che auto-espande gli AI Overviews e l’impatto sul CTR organico.
Come si parte: i passi concreti per mettere in ordine il monitoraggio adesso?
Bastano cinque azioni pratiche per avere un sistema di monitoraggio affidabile che copra sia la SEO tradizionale sia la visibilità nelle risposte AI.
- 1 · Passo 1Verifica i report di settembre–ottobre 2026Identifica i cali di posizione registrati tra il 13 settembre e il 9 ottobre. Per ognuno, controlla Search Console: se le impression non calano, il calo è un artefatto. Aggiungi una nota esplicativa al report.
- 2 · Passo 2Annota il bug ChatGPT nel report di ottobreSegnala la finestra 8–15 ottobre come periodo con dati ChatGPT non affidabili in GA4. Controlla il traffico diretto per stimare le visite reali da ChatGPT in quel periodo.
- 3 · Passo 3Abilita le funzionalità AI generativa in Search ConsoleVai in Search Console, sezione Impostazioni, e verifica che il tuo sito sia incluso nelle funzionalità AI generativa. Senza questa abilitazione non puoi comparire come fonte preferita negli AI Overviews.
- 4 · Passo 4Aggiungi Claude e Gemini al monitoraggio del traffico AIIn GA4, crea un segmento che includa sessioni da claude.ai e gemini.google.com oltre a chatgpt.com. Monitora anche il traffico diretto con sessioni di durata media simile a quelle AI.
- 5 · Passo 5Attiva Topics Portfolio su Bing Webmaster ToolsAccedi a Bing Webmaster Tools, vai al report AI Performance e cerca la sezione Topics Portfolio (beta). Usa la lista delle opportunity queries per identificare lacune di contenuto rispetto ai concorrenti.

Allora, vale la pena rivedere il monitoraggio SEO della tua azienda adesso?
Vale la pena sehai un rank tracker attivo, misuri il traffico da ChatGPT in GA4 e presenti report mensili a clienti o al management. I dati di settembre–ottobre 2026 vanno verificati e annotati prima che qualcuno prenda decisioni sbagliate.
Una via di mezzousi solo Search Console senza rank tracker e hai poco traffico da AI. L’impatto diretto è minore, ma è il momento giusto per abilitare il report AI generativa e iniziare a monitorare la visibilità nelle risposte AI.
Non ancora seil tuo sito non ha ancora ottimizzazione SEO attiva e non misuri il traffico per fonte. In questo caso il problema del tracciamento è secondario: prima viene costruire una presenza organica misurabile.
Come la vediamo in SHM
Per noi, la tecnologia è un mezzo: il fine è che le aziende prendano decisioni basate su dati reali, non su artefatti di misurazione. Quello che è successo a ottobre 2026 con i rank tracker e i tag UTM di ChatGPT è un promemoria che nessun numero va letto senza capire come è stato raccolto.
Quando lavoriamo sulla SEO tecnica e sulla visibilità AI dei nostri clienti, la prima cosa che facciamo è costruire un sistema di monitoraggio a più fonti: rank tracker, Search Console, GA4 con segmenti per fonte AI, e ora anche Bing Webmaster Tools per le opportunity queries. Non perché un singolo strumento sia sbagliato, ma perché nessuno strumento da solo racconta tutta la storia.
Se vuoi capire come appare il tuo sito nelle risposte di Google, ChatGPT e Bing, o se i tuoi report attuali sono affidabili, puoi partire da un audit con il nostro servizio di SEO per AI o esplorare come integrare l’AI nella tua strategia digitale. Per chi vuole capire meglio il tema della visibilità su tutti i motori AI, il punto di partenza è la nostra raccolta su SEO e visibilità per AI.
I dati cambiano. I sistemi di misurazione cambiano. Quello che non cambia è la necessità di capire cosa stanno misurando davvero.
Domande frequenti
Non necessariamente. Tra il 13 settembre e il 9 ottobre 2026, l’8% delle pagine di risultati Google monitorate dai rank tracker era ‘avvelenata’: mostrava siti diversi dal solito perché Google stava rispondendo allo scraping automatico dei bot. Per capire se il calo è reale, confronta le stesse keyword su Search Console: se le impression non calano nello stesso periodo, il problema era nel rank tracker, non nel tuo sito.
Dopo il rilascio di GPT-6 il 7 ottobre, ChatGPT ha smesso di aggiungere il tag UTM (l’etichetta che identifica la provenienza della visita) ai link in uscita. Google Analytics non riconosceva più quelle visite come provenienti da ChatGPT e le classificava come ‘traffico diretto’. OpenAI ha corretto il bug il 15 ottobre: la finestra di dati compromessa va dall’8 al 15 ottobre 2026.
Devi attivare le funzionalità AI generativa in Search Console: vai in Impostazioni e verifica che il sito sia incluso. Una volta abilitato, il report ‘AI generativa’ mostra le impression che il tuo sito riceve dagli AI Overviews e da Discover AI. Senza questa abilitazione, i dati non vengono raccolti e non puoi comparire come fonte preferita nei caroselli di Google.
Sì. Tra maggio–agosto 2025 e marzo–aprile 2026, la quota di traffico referral AI da ChatGPT è scesa dall’89,1% al 62,6%, mentre Claude è passata dall’1,4% al 18,5% e Gemini dal 2,4% al 10,6%. Monitorare solo ChatGPT significa ignorare quasi il 40% del traffico AI che il tuo sito riceve. In GA4, crea segmenti separati per claude.ai e gemini.google.com.
È una funzione beta in Bing Webmaster Tools che raggruppa le query per cui il tuo sito viene citato nelle risposte AI di Bing in macro-argomenti. La parte più utile è la lista delle ‘opportunity queries’: ricerche in cui altri siti vengono citati dall’AI di Bing, ma il tuo no. Filtra le query che contengono brand term di concorrenti e concentrati su quelle tematiche dove hai contenuti ma non vieni citato.
I dati lo confermano. Un’analisi Ahrefs su 300.000 keyword mostra che la presenza di un AI Overview correla con un calo del CTR organico del 58% per il sito in prima posizione. Questo non significa che devi evitare gli AI Overviews: al contrario, essere citato dentro l’AI Overview può compensare il calo di clic dalla posizione organica. L’obiettivo si sposta dall’essere in prima posizione all’essere la fonte citata nella risposta AI.
Il problema non è che i dati sono cambiati: è che molti li stavano leggendo come se fossero sempre stati affidabili.
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