Google SERP, Business Profile e feed prodotti: cosa fare ora
- Tre cambiamenti, una settimana: il quadro in chiaro
- Il Business Profile come strumento misurabile: cosa fare adesso
- Feed prodotti: da dettaglio tecnico a leva di distribuzione
- SERP ridisegnata in Europa: l'audit che non puoi rimandare
- L'errore più comune in questa fase: trattare i tre cambiamenti come notizie separate
Tre cose sono cambiate quasi in contemporanea nel mondo della visibilità organica. Google ha ridisegnato i risultati di ricerca per gli utenti nell’Area Economica Europea. I post del Business Profile — i contenuti che le aziende pubblicano direttamente su Google — mostrano di nuovo il conteggio delle visualizzazioni, un dato che era sparito. E ChatGPT Shopping sta spingendo sempre più forte sui product feed, cioè i file strutturati che descrivono i prodotti di un e-commerce.
Per chi gestisce un’azienda italiana, il punto è uno: la visibilità locale e quella e-commerce si misurano e si ottimizzano in modo diverso rispetto a sei mesi fa. I post del Business Profile diventano un KPI reale, non più un’attività di cui non sai se qualcuno veda qualcosa. E se vendi online, il feed prodotti smette di essere un dettaglio tecnico e diventa leva di distribuzione su più canali.
Questo articolo spiega cosa fare in concreto nelle prossime settimane, senza ipotesi: solo le mosse che derivano direttamente da questi cambiamenti.
Tre cambiamenti, una settimana: il quadro in chiaro
La SEO Pulse di Search Engine Journal segnala tre novità che arrivano insieme e si toccano tra loro.
La prima: Google ha ridisegnato i risultati di ricerca per gli utenti nell’Area Economica Europea (EEA), ovvero l’Unione Europea più Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Se gestisci traffico organico verso un sito italiano, la pagina dei risultati che vede il tuo potenziale cliente è cambiata visivamente e strutturalmente. Come abbiamo già analizzato parlando di come Google ha ridisegnato le SERP in Europa con impatto su e-commerce e travel, questo tipo di intervento sposta clic e attenzione in modo non uniforme tra i settori.
La seconda: i post del Business Profile — i contenuti brevi che le aziende pubblicano sulla scheda Google — tornano a mostrare il numero di visualizzazioni. Era un dato presente in passato, poi rimosso. Ora è di nuovo visibile.
La terza: ChatGPT Shopping si appoggia sempre di più ai product feed strutturati per mostrare prodotti nelle sue risposte. Chi non ha un feed aggiornato e ben formato rischia di essere invisibile su un canale che sta crescendo.
Il Business Profile come strumento misurabile: cosa fare adesso
Il ritorno delle visualizzazioni sui post non è solo una curiosità. Significa che puoi finalmente capire quali contenuti funzionano sulla scheda Google della tua azienda e quali no.
Passi concreti per questa settimana:
- Accedi al tuo Business Profile e controlla i post pubblicati negli ultimi 90 giorni. Vedi già i conteggi di visualizzazione?
- Se pubblichi post raramente o mai, inizia con cadenza settimanale: offerte, aggiornamenti di orario, eventi, novità di prodotto.
- Annota le visualizzazioni di ogni post in un foglio semplice. Dopo quattro settimane hai già un benchmark su cosa attira attenzione nella tua categoria.
- Confronta i post con più visualizzazioni con quelli che generano azioni dirette (chiamate, richieste di indicazioni, visite al sito). Il numero di view da solo non basta: serve capire se convertono.
Chi gestisce più sedi o più schede ha un vantaggio: può fare confronti tra location e capire se ci sono differenze di comportamento locale. Per approfondire la logica di ottimizzazione in questo contesto, vale la pena leggere la guida alla visibilità locale nell’AI Search per PMI italiane.
Feed prodotti: da dettaglio tecnico a leva di distribuzione
Un product feed è un file — solitamente in formato XML o CSV — che contiene tutte le informazioni sui prodotti di un e-commerce: titolo, descrizione, prezzo, disponibilità, immagine, URL. Google Shopping lo usa da anni. Ora ChatGPT Shopping lo usa per decidere quali prodotti mostrare nelle sue risposte commerciali.
Se il tuo feed è vecchio, incompleto o mal strutturato, il problema non è più solo Google Ads: rischi di essere escluso anche da un secondo canale di distribuzione.
Cosa controllare nel feed questa settimana:
- Titoli prodotto: devono contenere le parole che un cliente userebbe per cercare, non il codice interno o il nome di fantasia del brand.
- Disponibilità aggiornata: un prodotto out-of-stock nel feed ma presente sul sito crea frizioni e penalizzazioni.
- Immagini: alta risoluzione, sfondo neutro, prodotto ben visibile. ChatGPT Shopping mostra le immagini del feed.
- Prezzo coerente: il prezzo nel feed deve corrispondere a quello sulla pagina prodotto. Discrepanze vengono rilevate e penalizzate.
Se non hai ancora un feed strutturato o non sai come verificarne la qualità, il team di SEO di SHM Studio può fare un audit in tempi brevi.
SERP ridisegnata in Europa: l’audit che non puoi rimandare
Il redesign delle SERP nell’EEA non è un aggiornamento estetico. Cambia dove cadono gli occhi, quali elementi ricevono clic e quanto spazio occupano i risultati organici rispetto agli annunci e alle funzionalità speciali (Knowledge Panel, Local Pack, Shopping, AI Overviews).
Se non hai ancora esaminato come appare il tuo sito nella pagina dei risultati dopo questo cambiamento, fallo questa settimana:
- Cerca le tue keyword principali da un browser in modalità anonima, con localizzazione italiana.
- Annota la posizione del primo risultato organico rispetto alla piega della pagina (cioè quanto bisogna scorrere prima di vederlo).
- Verifica se compare un AI Overview — il riquadro con la risposta generata da Google — e se cita o meno il tuo sito. Su questo punto, come ottenere citazioni nelle AI Answers e misurare la visibilità offre un metodo operativo.
- Controlla Search Console: se il CTR (tasso di clic, cioè quante persone cliccano sul tuo risultato rispetto a quante lo vedono) è calato nelle ultime settimane su keyword dove mantieni la posizione, il redesign potrebbe essere la causa.
Un calo di CTR senza calo di posizione è il segnale tipico di un cambio di layout. Per capire come leggere questi dati nel contesto degli strumenti Google, l’analisi sui report AI globali di Search Console aiuta a impostare l’audit nel modo giusto.
L’errore più comune in questa fase: trattare i tre cambiamenti come notizie separate
Business Profile, feed prodotti e SERP ridisegnata sembrano tre temi distinti. Non lo sono. Tutti e tre riguardano la stessa cosa: dove e come la tua azienda appare quando qualcuno cerca qualcosa che vendi o offri.
Chi ottimizza solo il sito e ignora la scheda Google perde visibilità locale. Chi cura la scheda ma ha un feed prodotti trascurato resta fuori da ChatGPT Shopping. Chi fa tutto questo senza controllare come cambiano le SERP non sa se il lavoro produce risultati o no.
La visibilità organica nel cluster SEO e visibilità AI si gioca su più superfici contemporaneamente. Trattarle come silos separati è l’errore che costa di più — non in termini di budget, ma di opportunità mancate che non si vedono nei report finché non è tardi.
Un ultimo punto: se gestisci un brand con presenza su più canali, tieni d’occhio anche la coerenza delle informazioni. Le AI di ricerca incrociano fonti diverse, e dati contrastanti tra sito, scheda Google e feed possono generare confusione nei risultati generati. Su questo rischio specifico, il tema delle informazioni contrastanti sul brand nell’AI Search è un riferimento utile prima di fare qualsiasi modifica.
Chi ha scritto questo articolo
Luca Reverberi — Copywriter ed editor di SHM Studio. Viene dal giornalismo sportivo: ha scritto per Corriere dello Sport, Virgilio Sport e MSN e ha curato i canali social della Federazione Italiana Sport Invernali. Oggi cura i contenuti editoriali dell’agenzia. Profilo LinkedIn.
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