- Questa novità di Google Ads mi riguarda davvero, o posso ignorarla?
- Cosa ha introdotto Google esattamente, e come funziona?
- Perché la Google Display Network nelle campagne Search è il caso più urgente?
- Cosa dicono i dati: le reti secondarie di Google convengono davvero?
- Tre scenari concreti: cosa cambia per un e-commerce, uno studio professionale e un'azienda manifatturiera?
- Perché se ne parla adesso: il mercato della pubblicità digitale è davvero in crescita?
- Come si confrontano i nuovi controlli con le opzioni che già esistevano?
- Quali rischi concreti corre chi non configura nulla?
- Come si parte: i passi concreti per configurare adesso?
- Quali errori si fanno più spesso con questo tipo di impostazione?
- Come capire se la configurazione sta funzionando davvero?
- Allora, vale la pena configurare subito questi controlli per la tua azienda?
- Come la vediamo in SHM
- Domande frequenti
- Google Ads introduce due nuovi controlli: priorità per canale (Alta/Bassa) e limite percentuale di budget per le reti secondarie.
- Chi usa la Google Display Network nelle campagne Search deve agire entro febbraio 2027: impostare ‘Bassa priorità’ con cap al 50% per mantenere la configurazione attuale.
- I nuovi controlli si applicano a Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen e permettono di testare reti secondarie senza rischiare di sprecare l’intero budget.
- Non è un cambiamento automatico: va configurato manualmente nelle impostazioni di campagna o di account.
Hai mai buttato budget su canali che non convertono perché Google li attivava in automatico? Da oggi puoi mettere un tetto preciso a ogni rete pubblicitaria — e decidere quale finanziare per prima.
Questa novità di Google Ads mi riguarda davvero, o posso ignorarla?
Riguarda chiunque gestisca campagne Search, Shopping, Performance Max o Demand Gen su Google Ads — cioè la grande maggioranza delle aziende italiane che fanno pubblicità online. Chi non interviene entro febbraio 2027 rischia di vedere cambiare la distribuzione del proprio budget senza averlo deciso.
Google Ads ha annunciato due nuovi controlli opzionali: la priorità per canale e l’allocazione del budget per rete. In parole semplici, puoi ora dire a Google quali reti pubblicitarie finanziare per prime e quanto possono spendere quelle secondarie.
Prima di questi aggiornamenti, l’unica scelta era accendere o spegnere una rete. Adesso esiste una via di mezzo: tenerla attiva, ma con un tetto di spesa.
| La tua situazione | Devi agire? | Perché |
|---|---|---|
| Campagne Search con Display Network attiva | Sì | Entro feb. 2027 la configurazione attuale cambia: imposta ‘Bassa priorità’ + cap 50% |
| Campagne Search con Search Partners attivi | Sì | Puoi ora limitare la quota di budget su Search Partners senza disattivarli |
| Campagne Performance Max o Demand Gen | Sì | Puoi prioritizzare i canali Google rispetto alle reti partner |
| Campagne Shopping standard | Sì | I nuovi controlli si estendono anche a questo tipo di campagna |
| Non usi reti secondarie e hai già tutto ottimizzato | Facoltativo | Nessun impatto immediato, ma vale la pena monitorare il rollout |
Cosa ha introdotto Google esattamente, e come funziona?
Google ha aggiunto due leve distinte: la prima decide quale rete viene finanziata per prima; la seconda fissa un tetto percentuale di spesa giornaliera per le reti a bassa priorità.
Il primo controllo si chiama channel prioritization (priorità per canale). Permette di etichettare ogni rete come «Alta priorità» o «Bassa priorità». Quando una rete è ad alta priorità, il budget la finanzia per intero prima di passare alle reti secondarie. È come decidere che il tuo miglior venditore riceve i contatti caldi, e solo dopo i rimanenti vanno agli altri.
Il secondo controllo è il budget allocation (allocazione del budget). Quando una rete è impostata come bassa priorità, puoi specificare la percentuale massima del budget giornaliero che può assorbire. Google farà del suo meglio per rispettare quel limite.
Questo secondo controllo è particolarmente utile per chi usa strategie di offerta con obiettivo di costo per acquisizione (CPA) o ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS): in quel caso la sola priorità non basta, perché il sistema non è limitato dal budget totale.
- 1 · Google AdsFinanzia le reti ad alta prioritàIl budget copre prima le reti marcate ‘Alta priorità’, fino al target CPA/ROAS impostato.
- 2 · Google AdsAlloca il residuo alle reti secondarieIl budget rimanente va alle reti ‘Bassa priorità’, rispettando il cap percentuale impostato.
- 3 · AdvertiserMonitora la distribuzione per canaleDal report ‘Dove sono apparsi gli annunci’ puoi verificare la spesa effettiva per rete.
- 4 · AdvertiserAggiusta i cap nel tempoSe una rete secondaria performa bene, puoi alzare il cap o promuoverla ad alta priorità.
I controlli si applicano a livello di account, di singola campagna e anche sui budget condivisi tra più campagne. Il rollout è globale e avverrà nei prossimi mesi su Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen.
Perché la Google Display Network nelle campagne Search è il caso più urgente?
Chi ha la Google Display Network attiva nelle campagne Search deve intervenire entro febbraio 2027, altrimenti la configurazione di spesa attuale verrà rimossa e il budget potrebbe distribuirsi diversamente.
Fino a oggi, le campagne Search potevano includere la Google Display Network (GDN) con una quota di spesa predefinita. Da febbraio 2027, quella impostazione automatica scomparirà. Chi non configura nulla potrebbe vedere il proprio budget spostarsi su canali diversi da quelli abituali.
La soluzione è semplice: impostare la GDN come «Bassa priorità» con un cap al 50% del budget giornaliero. Questo replica la configurazione attuale e non cambia nulla nella pratica.
| Scenario | Cosa succede a feb. 2027 senza intervento | Cosa fare adesso |
|---|---|---|
| Search + GDN attiva | La quota GDN non è più garantita: il budget si ridistribuisce | Imposta GDN = Bassa priorità, cap 50% |
| Search senza GDN | Nessun impatto | Nessuna azione necessaria |
| Search + Search Partners attivi | Nessun cambiamento automatico, ma ora puoi limitarli | Valuta un cap se i Search Partners performano meno |
| Performance Max | Nessun cambiamento automatico | Usa i nuovi controlli per prioritizzare i canali Google |
Cosa dicono i dati: le reti secondarie di Google convengono davvero?
I dati disponibili mostrano che le reti secondarie — come Search Partners e Display — hanno spesso rendimenti inferiori rispetto alla ricerca Google pura, ma la risposta dipende dal settore e dall’obiettivo.
Una ricerca di Intelligency Group, citata da PPC Land nel giugno 2025, ha misurato che la Search Partner Network genera un ritorno sulla spesa pubblicitaria inferiore del 37% rispetto alla ricerca Google. Non è un dato universale, ma è un segnale che vale la pena verificare sui propri account.
Il punto non è che le reti secondarie siano inutili: è che fino a oggi non c’era modo di testarle con un budget controllato. O le accendevi completamente, o le spegnevi. Adesso puoi dire: «Destino al massimo il 20% del mio budget giornaliero a Search Partners, e vedo cosa succede».
Vale anche ricordare che da febbraio 2026 Google ha reso disponibile il report «Dove sono apparsi gli annunci» anche per le campagne Performance Max, come riportato da Search Engine Land. Prima era impossibile sapere esattamente dove finivano gli annunci PMax. Adesso hai i dati per decidere in modo informato.
Tre scenari concreti: cosa cambia per un e-commerce, uno studio professionale e un’azienda manifatturiera?
I nuovi controlli hanno impatti diversi a seconda del tipo di azienda e di come sono strutturate le campagne attuali.
Questi scenari sono illustrativi: i numeri servono a mostrare la logica del calcolo, non sono dati di clienti reali.
| Tipo di azienda | Situazione attuale | Cosa cambia con i nuovi controlli | Azione consigliata |
|---|---|---|---|
| E-commerce (moda, arredo) | Campagna Search con GDN attiva, budget 100 €/giorno | Da feb. 2027 la quota GDN non è più automatica | Imposta GDN = Bassa priorità, cap 20-30%; monitora CPA per canale |
| Studio professionale (avvocati, commercialisti) | Campagna Search solo su Google, Search Partners disattivati | Nessun impatto immediato | Valuta di testare Search Partners con cap 10% per ampliare la copertura |
| Azienda manifatturiera B2B | Performance Max con budget 200 €/giorno | Può ora prioritizzare Search e YouTube rispetto a Display e Gmail | Imposta canali Google = Alta priorità; testa Display con cap 15% |
Perché se ne parla adesso: il mercato della pubblicità digitale è davvero in crescita?
La pubblicità digitale in Italia e in Europa cresce a doppia cifra, e la pressione a ottimizzare ogni euro speso non è mai stata così alta.
Secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, nel 2025 la pubblicità online in Italia ha raggiunto 6,2 miliardi di euro, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Per il 2026 la stima sale a 7 miliardi. Più budget in gioco significa più rischio di sprechi su canali che non performano.
A livello europeo, il mercato ha toccato 131 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 10,5%, secondo il report AdEx Benchmark di IAB Europe. Il paid search — la pubblicità sui motori di ricerca — vale il 41% di tutta la spesa digitale europea.

Come si confrontano i nuovi controlli con le opzioni che già esistevano?
Prima esisteva solo l’interruttore on/off per ogni rete. Adesso ci sono tre livelli di controllo: acceso, acceso con limite, spento.
| Opzione | Prima | Adesso | Quando usarla |
|---|---|---|---|
| Rete attiva senza limiti | Sì | Sì | Quando la rete performa bene e vuoi massimizzare la copertura |
| Rete attiva con cap di budget | No, per ora | Sì | Per testare reti secondarie con rischio controllato |
| Rete disattivata | Sì | Sì | Quando i dati mostrano che la rete non porta risultati |
| Priorità Alta / Bassa per canale | No, per ora | Sì | Per garantire che il budget vada prima ai canali migliori |
| Cap su budget condiviso tra campagne | No, per ora | Sì | Per chi gestisce più campagne con un unico budget |
Il tema del controllo sulle campagne automatizzate è centrale anche nel dibattito più ampio sull’automazione di Google e Meta. Se vuoi capire come mantenere la governance sulle campagne AI, l’articolo Google e Meta Ads automatizzano: come restare in controllo affronta esattamente questo punto.
Quali rischi concreti corre chi non configura nulla?
Il rischio principale è perdere il controllo sulla distribuzione del budget tra canali con rendimenti molto diversi, senza accorgersene subito.
Se hai la Google Display Network attiva nelle campagne Search e non fai nulla entro febbraio 2027, la quota di spesa sulla GDN non sarà più garantita. Il budget potrebbe concentrarsi su Search o distribuirsi in modo diverso da quello attuale. Non è detto che sia un problema — ma non lo sai finché non guardi i dati.
Il secondo rischio è più sottile: chi usa strategie di offerta con obiettivo CPA o ROAS potrebbe non accorgersi che una rete secondaria sta assorbendo budget senza rispettare i target. La priorità per canale da sola non basta in questi casi: serve anche il cap percentuale.
Un errore frequente è pensare che questi controlli siano retroattivi o automatici. Non lo sono: vanno configurati manualmente. Lo stesso vale per il reporting: il report per canale su Performance Max, disponibile da novembre 2025 come descritto nel blog ufficiale di Google, va attivato e letto prima di impostare qualsiasi priorità.
Prima di toccare le impostazioni, conviene anche capire come stai misurando i risultati per canale. L’articolo su misurazione e attribuzione in Amazon Ads offre un metodo utile per impostare le domande giuste prima di aumentare o spostare budget — lo stesso approccio vale per Google.
Come si parte: i passi concreti per configurare adesso?
La configurazione richiede meno di un’ora per account già strutturati, ma va fatta con i dati di performance per canale davanti.
- 1 · Ads managerScarica il report per canaleVai su ‘Dove sono apparsi gli annunci’ per ogni campagna. Identifica quali reti spendono di più e con quale CPA o ROAS.
- 2 · Ads managerClassifica le reti per rendimentoSepara le reti che rispettano i target (candidati ad Alta priorità) da quelle che non li rispettano (candidati a Bassa priorità + cap).
- 3 · Ads managerImposta le priorità a livello di campagnaNelle impostazioni di campagna, assegna Alta o Bassa priorità a ogni rete. Per le campagne Search con GDN, imposta GDN = Bassa priorità.
- 4 · Ads managerDefinisci il cap percentuale per le reti secondarieParti con un cap conservativo (10-20%) per le reti a bassa priorità. Alzalo solo se i dati lo giustificano.
- 5 · Ads managerMonitora per 2-4 settimaneControlla la distribuzione effettiva del budget e i KPI per canale. Aggiusta i cap in base ai risultati.
- 6 · Ads managerVerifica la scadenza GDN entro febbraio 2027Se hai campagne Search con GDN attiva, assicurati di aver impostato ‘Bassa priorità’ + cap 50% prima della scadenza.
Quali errori si fanno più spesso con questo tipo di impostazione?
Gli errori più comuni nascono dall’agire senza dati o dal confondere la priorità con la disattivazione della rete.
Il primo errore è impostare le priorità senza aver prima guardato i dati di performance per canale. Se non sai quanto spende ogni rete e con quale rendimento, stai solo spostando il problema.
Il secondo errore è pensare che «Bassa priorità» significhi «rete disattivata». Non è così: la rete rimane attiva, ma riceve solo il budget residuo dopo che le reti ad alta priorità sono state finanziate. Se vuoi escludere completamente una rete, devi disattivarla esplicitamente.
Il terzo errore riguarda chi usa strategie CPA o ROAS: impostare solo la priorità senza aggiungere il cap percentuale non ha effetto pratico, perché il sistema non è limitato dal budget totale. Servono entrambi i controlli insieme.
Un quarto errore è non aggiornare i budget condivisi. Se hai più campagne che condividono un unico budget, le priorità si applicano anche lì — ma vanno configurate separatamente per ogni campagna.

Come capire se la configurazione sta funzionando davvero?
Ci sono quattro indicatori da monitorare nelle prime settimane dopo la configurazione.
| Indicatore | Cosa misura | Segnale positivo | Segnale di allarme |
|---|---|---|---|
| Quota di spesa per canale | Quanto budget va effettivamente a ogni rete | La distribuzione rispetta i cap impostati | Una rete secondaria supera il cap |
| CPA per canale | Costo per acquisizione su ogni rete | Le reti ad alta priorità hanno CPA inferiore | Il CPA totale sale dopo la configurazione |
| ROAS per canale | Ritorno sulla spesa per ogni rete | Le reti secondarie migliorano nel tempo | ROAS totale scende senza spiegazione |
| Volume di conversioni | Quante conversioni arrivano da ogni rete | Il volume si mantiene o cresce | Il volume cala senza che il CPA migliori |
Per chi gestisce campagne Shopping, vale la pena leggere anche le nuove regole sulle immagini Google Shopping per il 2027: la qualità creativa influisce sul rendimento per canale tanto quanto le impostazioni di budget.
Se stai lavorando anche su altri canali video, l’articolo su video AI per TikTok e Reels mostra come ottimizzare la produzione creativa su più piattaforme con meno budget — un approccio complementare a quello dell’allocazione intelligente su Google.
Allora, vale la pena configurare subito questi controlli per la tua azienda?
Vale la pena sehai campagne Search con la Google Display Network attiva (devi agire entro febbraio 2027), oppure vuoi testare reti secondarie con un budget controllato senza rischiare di sprecare tutto.
Una via di mezzohai campagne Performance Max o Demand Gen e vuoi capire come distribuisce il budget prima di toccare le impostazioni: parti dal report per canale, poi decidi.
Non ancora sehai già disattivato tutte le reti secondarie e i tuoi KPI sono stabili: nessuna urgenza, ma tieni d’occhio il rollout nei prossimi mesi.
Come la vediamo in SHM
Per noi questi nuovi controlli sono un passo nella direzione giusta, ma rischiano di restare inutilizzati senza una lettura attenta dei dati di partenza. L’automazione di Google è potente, ma non sostituisce la capacità di un essere umano di interpretare i numeri e decidere dove mettere il budget. Crediamo che l’AI vada usata per sollevare le aziende dalla routine operativa — non per delegare le scelte strategiche senza capirle.
Nella nostra esperienza con account Google Ads strutturati, il problema non è quasi mai la piattaforma: è la mancanza di un audit iniziale che separi i canali che performano da quelli che consumano budget senza restituire valore. I nuovi controlli rendono questo audit ancora più urgente e più utile.
Se vuoi capire come sta distribuendo il budget il tuo account Google Ads e se i nuovi controlli ti convengono, possiamo aiutarti con un audit e ottimizzazione delle campagne Google Ads. Se invece stai valutando come integrare questi strumenti in una strategia più ampia, il nostro servizio di integrazione strategica AI può aiutarti a costruire un sistema di governance solido. Puoi anche esplorare tutti gli aggiornamenti del cluster Marketing e performance ADV per restare aggiornato.
Domande frequenti
Se hai campagne Search con la Google Display Network attiva, devi intervenire entro febbraio 2027 per mantenere la configurazione attuale. Per tutti gli altri tipi di campagna, i nuovi controlli sono opzionali e puoi aspettare che il rollout arrivi al tuo account. Conviene però preparare l’audit dei dati per canale adesso, così sei pronto ad agire appena la funzione è disponibile.
La lascia attiva, ma la finanzia solo con il budget residuo dopo che le reti ad alta priorità sono state coperte. Se vuoi escludere completamente una rete, devi disattivarla esplicitamente nelle impostazioni della campagna. I due controlli — priorità e disattivazione — sono indipendenti.
Sì. Nelle campagne Performance Max, i canali Google (Search, YouTube, Maps, Gmail, Discover) vengono raggruppati come ‘Google channels’ e possono essere impostati come alta priorità rispetto alle reti partner esterne. Il rollout è in corso e arriverà globalmente nei prossimi mesi.
No. Con strategie CPA o ROAS, il sistema non è limitato dal budget totale, quindi la sola priorità non ha effetto pratico sulle reti secondarie. Devi aggiungere anche il cap percentuale sul budget giornaliero per le reti a bassa priorità. Servono entrambi i controlli insieme.
Puoi usare il report ‘Dove sono apparsi gli annunci’ nelle campagne Search e, da febbraio 2026, anche nelle campagne Performance Max. Per le campagne PMax, il report granulare per canale è disponibile anche tramite API da gennaio 2026. Questi dati sono il punto di partenza prima di qualsiasi configurazione.
Sì. Le priorità e i cap si applicano anche ai budget condivisi, ma vanno configurati separatamente per ogni campagna che condivide il budget. Non è un’impostazione globale automatica: va fatta campagna per campagna.
Il budget non si ottimizza spegnendo i canali che non capisci: si ottimizza leggendo i dati e impostando limiti precisi su quelli che non rendono abbastanza.
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