- Conviene davvero fidarsi dei numeri che ti mostra la piattaforma pubblicitaria?
- Come funziona concretamente un test di conversion lift?
- Quanto sono lontani i numeri delle piattaforme dalla realtà?
- Quali piattaforme offrono il conversion lift e cosa richiedono?
- Tre scenari concreti: cosa cambia per un e-commerce, un'azienda manifatturiera e uno studio professionale?
- Quali canali hanno davvero il miglior iROAS incrementale?
- Perché se ne parla adesso: il mercato sta davvero cambiando approccio alla misurazione?
- Quali sono i rischi e i limiti da conoscere prima di fidarsi di un test?
- Come si parte concretamente: i passi per avviare il primo test?
- Quali sono gli errori più comuni di chi inizia con il conversion lift?
- Come capire se il test sta funzionando e i risultati sono affidabili?
- Allora, ne vale la pena per la tua azienda?
- Come la vediamo in SHM
- Domande frequenti
- Il conversion lift misura solo le conversioni causate davvero dagli annunci, confrontando chi ha visto la pubblicità con un gruppo di controllo che non l’ha vista.
- I report standard delle piattaforme sovrastimano spesso l’effetto degli annunci: Meta ha rilevato una sottovalutazione mediana del 31% con l’attribuzione tradizionale su 307 studi.
- Google ha abbassato il budget minimo per avviare un test da 100.000 a 5.000 dollari nel 2025, rendendo lo strumento accessibile anche alle PMI.
- IAB e IAB Europe classificano i dati di incrementalità forniti direttamente dalle piattaforme come il livello di affidabilità più basso: meglio fare test indipendenti.
Un retailer spende 45.000 dollari in pubblicità e la piattaforma gli dice che ogni acquisto è costato 7,50 dollari. Il test di conversion lift rivela che il costo reale è 50 dollari: quasi sette volte di più. Se non misuri l’incrementalità, stai probabilmente pagando per conversioni che sarebbero avvenute comunque.
Conviene davvero fidarsi dei numeri che ti mostra la piattaforma pubblicitaria?
No, non sempre. I report standard attribuiscono agli annunci tutte le conversioni che li seguono nel tempo, anche quelle che sarebbero avvenute senza di essi. Il conversion lift è lo strumento che separa le conversioni realmente causate dalla pubblicità da quelle che sarebbero arrivate comunque.
Ogni piattaforma pubblicitaria — Google, Meta, TikTok — ti mostra un report con le conversioni attribuite alle tue campagne. Il problema è che questi numeri contano tutte le conversioni avvenute dopo che un utente ha visto o cliccato un annuncio, indipendentemente dal fatto che l’annuncio abbia davvero influenzato la decisione d’acquisto.
Il conversion lift (letteralmente: «incremento di conversioni causato dalla pubblicità») risolve questo problema con un esperimento controllato. Si divide il pubblico in due gruppi casuali: uno vede gli annunci, l’altro no. La differenza tra i tassi di conversione dei due gruppi è il lift, cioè l’effetto reale della campagna.
Senza questo test, rischi di ottimizzare budget su canali che sembrano performanti ma che in realtà intercettano persone già pronte ad acquistare da sole.
| La tua situazione | Conviene usare il conversion lift? | Perché |
|---|---|---|
| Spendi più di 5.000 €/mese su Google o Meta | Sì | Hai il budget minimo per avviare un test e i dati per ottenere risultati affidabili |
| I tuoi report mostrano CPA molto bassi ma le vendite non crescono | Sì | Probabile sovrastima: il test rivela il costo reale per conversione incrementale |
| Stai valutando di tagliare o aumentare un canale | Sì | Il lift ti dice se quel canale sta davvero causando vendite aggiuntive |
| Spendi meno di 2.000 €/mese su un singolo canale | No, per ora | Budget insufficiente per raggiungere la potenza statistica necessaria |
| Hai pochi dati di conversione (sotto 150/mese) | No, per ora | Il test non raggiungerebbe la significatività statistica minima richiesta |
Come funziona concretamente un test di conversion lift?
Si divide il pubblico in due gruppi casuali: il gruppo di trattamento vede gli annunci, il gruppo di controllo no. La differenza nelle conversioni tra i due gruppi, scalata alla stessa dimensione, è il lift incrementale.
Un test produce tre numeri fondamentali. Il lift assoluto (o conversioni incrementali) è la differenza tra le conversioni del gruppo che ha visto gli annunci e quelle del gruppo di controllo, riscalate alla stessa dimensione. Il lift relativo divide quella differenza per le conversioni del gruppo di controllo. Il costo per conversione incrementale — chiamato iCPA da Google e CPIC da TikTok — divide la spesa totale per le sole conversioni incrementali.
Quando le conversioni hanno un valore economico, la stessa logica produce il iROAS (ritorno incrementale sulla spesa pubblicitaria): quanto guadagni per ogni euro speso, contando solo le vendite causate davvero dagli annunci.
L’esempio della fonte chiarisce tutto. Un retailer spende 45.000 dollari su un milione di persone, tenendo il 10% come gruppo di controllo. Il gruppo che ha visto gli annunci produce 9.900 acquisti; il gruppo di controllo ne produce 1.000, che scalati diventano 9.000. Il lift assoluto è 900 acquisti, il lift relativo è 10%, il costo per conversione incrementale è 50 dollari. Il report standard della piattaforma attribuiva 6.000 acquisti con un CPA di 7,50 dollari: quasi sette volte più ottimistico del dato reale. Fonte: PPC Land.
- 1 · Piattaforma / team adsDefinisci il pubblico e il holdoutScegli la percentuale di utenti da escludere dagli annunci (gruppo di controllo). Di solito tra il 10% e il 30%.
- 2 · PiattaformaRandomizzazione prima della consegnaL’assegnazione ai gruppi avviene prima che gli annunci vengano mostrati, per garantire un confronto pulito.
- 3 · Piattaforma / team adsEsegui la campagna normalmenteIl gruppo di trattamento vede gli annunci. Il gruppo di controllo vede un annuncio di servizio pubblico (PSA) oppure il secondo miglior annuncio disponibile.
- 4 · Piattaforma / team adsMisura la differenzaA fine test, confronta le conversioni dei due gruppi. La differenza è il lift incrementale.
- 5 · Team ads / marketing managerInterpreta e decidiUsa lift assoluto, lift relativo e iCPA per decidere se continuare, ridurre o riallocare il budget su quel canale.
Quanto sono lontani i numeri delle piattaforme dalla realtà?
Spesso molto. Meta ha rilevato una sottovalutazione mediana del 31% con l’attribuzione tradizionale su 307 studi. Per il retargeting, l’iROAS reale può essere dal 40% al 70% inferiore a quello riportato dalla piattaforma.
Il divario tra i numeri della piattaforma e quelli del test non è un caso isolato. Meta ha analizzato 307 Conversion Lift study su 54 inserzionisti tra marzo 2022 e novembre 2024 e ha trovato una sottovalutazione mediana del 31% con l’attribuzione basata su regole. Fonte: PPC Land / Meta «suite of truth».
La piattaforma di misurazione Haus ha analizzato 640 esperimenti controllati su Meta e ha rilevato un lift incrementale medio del 19% sul KPI primario dei brand. Per le campagne di retargeting — quelle che mostrano annunci a chi ha già visitato il sito — l’iROAS reale risulta tipicamente dal 40% al 70% inferiore ai numeri riportati dalla piattaforma. Fonte: Haus, luglio 2025.
Il motivo è semplice: chi ha già visitato il tuo sito è già interessato e probabilmente avrebbe acquistato comunque. Mostragli un annuncio non cambia molto, ma la piattaforma lo conta come conversione attribuita.
Uno studio Amazon Ads su quasi 2.000 campagne Meta ha rilevato che, in assenza di esperimenti controllati, i modelli osservativi producono errori nella stima degli effetti pubblicitari compresi tra il 488% e il 948%. Fonte: Amazon Ads / arXiv, agosto 2025.
Quali piattaforme offrono il conversion lift e cosa richiedono?
Google, Meta, TikTok, Pinterest e Snap offrono tutti strumenti di conversion lift, con requisiti diversi di budget, volume di conversioni e durata del test.
| Piattaforma | Budget minimo | Conversioni minime | Durata consigliata | Note principali |
|---|---|---|---|---|
| Google (user-based) | 5.000 $ | 1.000 osservate (150 trattamento, 65 controllo) | 14 giorni | Metodologia bayesiana dal maggio 2025; holdout 1%-50% |
| Google (geo-based) | Budget elevato | Non specificato | Settimane | Cross-channel, include offline; split geografico più rumoroso |
| Meta | Non pubblicato | Non specificato | Non specificato | Controllo vede il secondo miglior annuncio; risultato «molto conclusivo» se >90% della distribuzione posteriore è sopra zero |
| TikTok | Servizio gestito | Non specificato | Non specificato | Misura acquisti web, app install, vendite offline tramite pixel o API |
| Non pubblicato | Non specificato | 7 settimane (caso Sostrene Grene) | Caso europeo: +22% conversioni incrementali, iROAS 1,3x | |
| Amazon | Variabile | Non specificato | Variabile | Catalogo self-serve con 50+ vendor terzi; focus su brand lift e vendite offline |
La svolta più importante per le PMI italiane è arrivata nel maggio 2025: Google ha abbassato il budget minimo per avviare un Conversion Lift Study da circa 100.000 dollari a 5.000 dollari, adottando la statistica bayesiana — un metodo che permette di ottenere risultati affidabili anche con meno dati rispetto all’approccio tradizionale. Fonte: PPC Land / Google Marketing Live, maggio 2025.
Questo cambia le carte in tavola: uno strumento che fino a ieri era riservato ai grandi inserzionisti è ora accessibile a chi gestisce budget medi.
Tre scenari concreti: cosa cambia per un e-commerce, un’azienda manifatturiera e uno studio professionale?
Il conversion lift cambia le decisioni di budget in modo diverso a seconda del settore e del tipo di conversione misurata. Ecco tre scenari illustrativi per capire come applicarlo.
Esempi illustrativi: i numeri servono a mostrare il ragionamento, non sono dati di clienti reali.
| Tipo di azienda | Situazione di partenza | Cosa rivela il lift test | Decisione consigliata |
|---|---|---|---|
| E-commerce moda (budget Meta: 8.000 €/mese) | CPA riportato: 12 €. Vendite stabili nonostante l’aumento del budget. | iCPA reale: 38 €. Il 70% delle conversioni attribuite sarebbe avvenuto senza annunci. | Ridurre il budget Meta del 30%, riallocare su canali con iROAS più alto (es. ricerca organica o influencer con codice sconto tracciabile) |
| Manifatturiera B2B (budget Google Ads: 6.000 €/mese) | Lead attribuiti: 40/mese. Il reparto commerciale chiude solo 4 contratti. | Lift assoluto: 12 lead incrementali. Gli altri 28 erano già in pipeline prima della campagna. | Ottimizzare le keyword su intenti di ricerca più alti nel funnel; ridurre il budget sulle keyword branded |
| Studio professionale (budget LinkedIn: 3.000 €/mese) | Budget sotto la soglia minima per un test affidabile su LinkedIn. | Test non fattibile con questo budget. Nessun dato affidabile disponibile. | Attendere di raggiungere almeno 5.000 €/mese oppure usare un geo-test manuale (attiva/disattiva campagna per settimane alternate in aree diverse) |
Quali canali hanno davvero il miglior iROAS incrementale?
I dati su 225 test geo-based mostrano che il branded search — gli annunci sul nome del tuo brand — ha spesso un iROAS sotto il punto di pareggio, mentre CTV e Google Performance Max guidano la classifica.
La piattaforma Stella ha condotto 225 test di incrementalità geo-based tra agosto 2024 e dicembre 2025 su brand DTC (direct-to-consumer, cioè che vendono direttamente al consumatore finale). I risultati ribaltano alcune convinzioni comuni. Il branded search — gli annunci che appaiono quando qualcuno cerca già il nome del tuo brand — ha registrato un iROAS mediano di 0,70x, sotto il punto di pareggio di 1,0x. Fonte: Stella, dicembre 2025.
In pratica: spendere su branded search spesso non genera vendite aggiuntive, perché chi cerca il tuo nome avrebbe acquistato comunque. Questo non significa che vada sempre tagliato — difende la posizione dai competitor — ma va valutato con occhi diversi.
L’iROAS mediano complessivo su tutti i canali testati è risultato 2,31x. Questi dati riguardano brand DTC prevalentemente su Shopify e non sono generalizzabili a tutti i settori, ma offrono un punto di riferimento utile per chi vuole confrontare le proprie performance. Per approfondire come misurare il ROI su canali diversi, l’articolo su eventi IRL e creator marketing offre un’altra prospettiva sulla misurazione dell’impatto reale.
Perché se ne parla adesso: il mercato sta davvero cambiando approccio alla misurazione?
Sì. La pressione normativa sulla privacy, la fine dei cookie di terze parti e la crescente inaffidabilità dell’attribuzione standard stanno spingendo sempre più aziende verso la misurazione incrementale.
Secondo il Nielsen Annual Marketing Report 2025, l’85% dei marketer globali si dichiara molto fiducioso nella propria capacità di misurare il ROI in modo olistico. Ma solo il 32% misura effettivamente la spesa su canali digitali e tradizionali in modo integrato — in calo rispetto al 38% del 2024. In Europa la percentuale scende al 23%. C’è un gap enorme tra la percezione e la realtà della misurazione.
Una survey TransUnion citata da eMarketer nel 2026 mostra che il 52% dei marketer brand e agency statunitensi usa già l’incrementality testing, con un ulteriore 36% che prevede di aumentare gli investimenti in questa direzione. Nel retail media, il 71% degli inserzionisti considera l’incrementalità come il KPI più importante. Fonte: Digital Applied / eMarketer / TransUnion, maggio 2026.
Sul fronte normativo, IAB e IAB Europe hanno pubblicato il 3 novembre 2025 le «Guidelines for Incremental Measurement in Commerce Media», il primo framework ufficiale che classifica i dati di incrementalità forniti direttamente dalle piattaforme come il livello di affidabilità più basso: «proxy ibridi». Gli esperimenti controllati indipendenti sono al livello più alto. Fonte: IAB / IAB Europe, novembre 2025.
Questo è rilevante anche per chi gestisce campagne su Amazon: come spiegato nell’articolo sulla misurazione Amazon Ads, la scelta degli strumenti di misurazione influenza direttamente le decisioni di budget.
Quali sono i rischi e i limiti da conoscere prima di fidarsi di un test?
I test di conversion lift hanno limiti strutturali importanti: chi vende la pubblicità spesso gestisce anche il test, e un singolo test su una piattaforma non misura l’effetto complessivo della tua presenza pubblicitaria.
Il limite più critico è strutturale: la piattaforma che vende gli spazi pubblicitari di solito progetta il test, gestisce il gruppo di controllo e calcola il risultato. IAB e IAB Europe classificano questi test nel livello di affidabilità più basso. La domanda giusta da fare è: chi controlla il gruppo di controllo e il test può essere verificato da terzi?
Un secondo limite riguarda la visione parziale. Un utente nel gruppo di controllo di Meta continua a vedere il tuo brand su YouTube, in ricerca organica e in altri canali. Il test misura il contributo incrementale di Meta in aggiunta a tutto il resto, non in isolamento. Questo è utile, ma non dice nulla sull’effetto complessivo del tuo mix di canali.
| Rischio / Limite | Cosa significa in pratica | Come gestirlo |
|---|---|---|
| Conflitto di interessi del vendor | La piattaforma progetta il test e calcola il risultato | Affiancare test indipendenti o usare vendor terzi certificati |
| Effetto di diluizione (intent-to-treat) | Il gruppo di trattamento include chi non ha mai visto l’annuncio (perché ha perso l’asta o non era online) | Considerare il dato come stima conservativa; non confrontarlo con metriche di reach |
| Visione single-channel | Il test misura solo un canale, non l’effetto combinato | Affiancare un marketing mix model (modello econometrico) per la visione complessiva |
| Potenza statistica insufficiente | Con budget o conversioni basse, il test non è conclusivo | Verificare la fattibilità prima di avviare; Google mostra ora un rating di fattibilità |
| Lag di conversione lungo | Chi ha cicli d’acquisto lunghi (es. B2B) può avere risultati distorti in test brevi | Usare test di almeno 14 giorni; Google ha rilevato cali fino al 17% nel lift assoluto per test sotto i 14 giorni |
| Branded search sovrastimato | Gli annunci sul nome del brand sembrano performanti ma intercettano chi avrebbe acquistato comunque | Testare il branded search con un geo-test prima di tagliarlo completamente |
Come si parte concretamente: i passi per avviare il primo test?
Si parte dalla verifica della fattibilità, poi si configura il test sulla piattaforma, si attende il tempo minimo consigliato e si leggono i risultati con i tre numeri chiave: lift assoluto, lift relativo e iCPA.
- 1 · Marketing manager / ads managerVerifica la fattibilitàControlla di avere almeno 5.000 € di budget mensile sul canale e almeno 150 conversioni al mese. Su Google puoi usare il rating di fattibilità nell’Experiment Center.
- 2 · Ads managerScegli il canale e la campagna da testareInizia dal canale con la spesa più alta o da quello su cui hai più dubbi. Evita di testare tutto insieme: un canale alla volta.
- 3 · Ads managerConfigura il holdout (gruppo di controllo)Imposta una percentuale di esclusione tra il 10% e il 30%. Su Google il sistema suggerisce il 30% per test combinati con Brand Lift.
- 4 · Ads managerAvvia il test e non toccarloLascia girare la campagna normalmente per almeno 14 giorni. Non modificare budget, targeting o creatività durante il test: invaliderebbe i risultati.
- 5 · Marketing manager / ads managerLeggi i tre numeri chiaveLift assoluto (conversioni incrementali), lift relativo (%) e iCPA (costo reale per conversione incrementale). Confrontali con il CPA riportato dalla piattaforma.
- 6 · Marketing managerDecidi e rialloccaSe l’iCPA è molto più alto del CPA riportato, valuta di ridurre il budget su quel canale o di ottimizzare il targeting. Usa i dati per calibrare il tuo marketing mix model.

Quali sono gli errori più comuni di chi inizia con il conversion lift?
L’errore più frequente è confrontare l’iCPA del test con il CPA riportato dalla piattaforma come se fossero la stessa cosa. Non lo sono: misurano cose diverse.
- Avviare un test senza sufficiente budget o volume di conversioni. Un test con potenza statistica insufficiente non produce risultati affidabili. Google mostra ora un rating di fattibilità: se è «Low», aspetta.
- Modificare la campagna durante il test. Qualsiasi cambiamento a budget, targeting o creatività invalida il confronto tra i gruppi.
- Fidarsi del test di una sola piattaforma per decidere su tutto il mix. Ogni piattaforma misura solo il proprio contributo. Per una visione completa serve un marketing mix model indipendente.
- Ignorare il lag di conversione. Se i tuoi clienti impiegano settimane a decidere (tipico nel B2B o nei prodotti ad alto valore), un test di 7 giorni non cattura l’effetto reale. Usa almeno 14 giorni.
- Tagliare il branded search senza un geo-test. Un iROAS basso sul branded search non significa sempre che vada eliminato: potrebbe difendere la posizione dai competitor. Testa prima su aree geografiche limitate.
- Accettare i risultati del vendor senza verifica. Chiedi sempre chi gestisce il gruppo di controllo e se il metodo è verificabile da terzi. I framework IAB classificano i test nativi di piattaforma come il livello di affidabilità più basso.
Come capire se il test sta funzionando e i risultati sono affidabili?
Guarda la potenza statistica del test e il livello di certezza del lift. Su Google, un risultato è affidabile quando la certezza supera il 90%. Sotto il 50%, la piattaforma mostra «No lift», ma questo non prova che la campagna non funzioni.
| Indicatore | Cosa misura | Soglia di affidabilità | Cosa fare |
|---|---|---|---|
| Certezza del lift (Google) | Probabilità che il lift osservato sia reale e non casuale | ≥90% = molto buona; 70-90% = buona; 50-70% = indicativa; <50% = «No lift» | Sotto il 70% non prendere decisioni di budget definitive |
| Potenza del test (Google) | Capacità del test di rilevare un effetto se esiste | Tra 50% e 95%; Google suggerisce budget aggiuntivo sotto il 90% | Se la potenza è bassa, aumenta il budget o la durata del test |
| Rating di fattibilità (Google, dal nov. 2025) | Probabilità di ottenere un risultato conclusivo | High = 60-90% di probabilità conclusiva | Se è Low o Medium, valuta se ha senso avviare il test |
| Intervallo di credibilità bayesiano | Range entro cui cade il vero lift con l’80% di probabilità | Più stretto = più preciso | Un intervallo molto ampio segnala dati insufficienti |
| iCPA vs CPA riportato | Divario tra costo reale e costo attribuito dalla piattaforma | Divario >2x = segnale di sovrastima significativa | Riallocazione del budget o ottimizzazione del targeting |

Allora, ne vale la pena per la tua azienda?
Vale la pena sespendi almeno 5.000 €/mese su un singolo canale paid, hai più di 150 conversioni mensili e vuoi capire se il budget sta davvero generando vendite aggiuntive o sta solo intercettando chi avrebbe acquistato comunque.
Una via di mezzosei sotto la soglia minima di budget o conversioni ma hai dubbi sull’efficacia di un canale: puoi iniziare con un geo-test manuale (attiva/disattiva la campagna in aree diverse per settimane alternate) oppure aspettare di raggiungere i requisiti minimi.
Non ancora sehai budget molto limitato (sotto i 2.000 €/mese per canale), pochi dati di conversione o cicli d’acquisto molto lunghi senza la possibilità di estendere il test: il rischio di ottenere risultati non conclusivi è alto e il costo del holdout (il 10-30% del budget che non viene usato per gli annunci) non è giustificato.
Come la vediamo in SHM
Per noi, il conversion lift non è uno strumento tecnico per specialisti: è la risposta alla domanda che ogni imprenditore dovrebbe fare prima di aumentare il budget pubblicitario. «Questi soldi stanno davvero generando vendite che non avrei avuto comunque?»
Crediamo che l’AI e gli strumenti di misurazione avanzata vadano usati per restituire chiarezza, non per aggiungere complessità. Il problema non è la mancanza di dati — le piattaforme ne producono in abbondanza — ma la mancanza di dati giusti. Un report di attribuzione standard ti dice quante conversioni hanno seguito un annuncio. Il lift ti dice quante le ha causate. È una differenza che vale decine di migliaia di euro all’anno per chi gestisce budget significativi.
Nel nostro lavoro con aziende che gestiscono campagne paid su più canali, vediamo spesso lo stesso schema: budget crescenti, CPA apparentemente ottimi, ma vendite che non crescono in proporzione. La prima domanda che facciamo è sempre: hai mai testato cosa succederebbe se spegnessi quel canale per due settimane in un’area geografica?
Se vuoi capire come integrare la misurazione incrementale nella tua strategia, puoi esplorare il nostro approccio all’integrazione strategica dell’AI, al business intelligence e all’elaborazione dati e alle campagne Google Ads. Trovi tutti gli articoli del cluster Marketing e performance ADV per approfondire ogni aspetto della misurazione paid.
Domande frequenti
È un test che misura quante vendite o lead sono stati davvero causati dai tuoi annunci, confrontando chi ha visto la pubblicità con un gruppo simile che non l’ha vista. La differenza tra i due gruppi è il lift, cioè l’effetto reale della campagna. Senza questo test, i report standard delle piattaforme contano anche le conversioni che sarebbero avvenute comunque.
Su Google il budget minimo è sceso a 5.000 dollari da maggio 2025, grazie all’adozione della statistica bayesiana. Servono anche almeno 1.000 conversioni osservate (150 nel gruppo di trattamento e 65 nel gruppo di controllo). Meta non pubblica soglie ufficiali, ma in generale più alto è il volume di conversioni, più affidabile sarà il risultato.
I report standard attribuiscono agli annunci tutte le conversioni che seguono una visualizzazione o un clic, anche quelle di utenti che avrebbero acquistato comunque. Il lift test confronta due gruppi casuali e misura solo la differenza causata dagli annunci. Il divario può essere enorme: nell’esempio della fonte, il CPA riportato era 7,50 dollari contro i 50 dollari reali del test.
Spesso meno di quanto sembri. I dati Stella su 225 test geo-based mostrano un iROAS mediano di 0,70x per il branded search, sotto il punto di pareggio. Chi cerca già il tuo nome probabilmente avrebbe acquistato comunque. Prima di tagliarlo, però, testa su un’area geografica limitata: potrebbe difendere la posizione dai competitor.
Con cautela. IAB e IAB Europe classificano i test nativi di piattaforma come il livello di affidabilità più basso, perché chi vende la pubblicità gestisce anche il test e i dati. Per decisioni importanti, affianca un vendor terzo indipendente o un marketing mix model esterno alla piattaforma.
Meta ha introdotto nel 2025 una versione automatizzata della misurazione dell’incrementalità basata su dati storici dei Conversion Lift study. Nei test interni, le campagne ottimizzate per le conversioni incrementali hanno registrato un lift del 46% rispetto alla configurazione standard. Puoi approfondire il tema anche leggendo l’articolo sui nuovi strumenti AI Meta per la pubblicità.
Il problema non è quante conversioni ti mostra la piattaforma: è quante di quelle conversioni esisterebbero senza di te.
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