- What are Google Search Profiles and how do they work
- Admission requirements: a selective threshold
- A Search Profile concretely shows: * **Search History:** A list of your past searches on Google. * **Web & App Activity:** If enabled, this includes search queries as well as activity from other Google services (like YouTube, Maps, etc.) that use Google Search. * **Interactions with Google Services:** This can include things like which ads you've clicked, or which websites Google has visited on your behalf. * **Information inferred about you:** Based on your activity, Google may infer interests, demographics, or other characteristics to personalize your experience. * **Location History (if enabled):** This can influence search results by showing you relevant local places. * **Device Information:** The types of devices you use.
- L'impatto sulla SEO organica: quello che i numeri non dicono ancora
- Implications for Italian Brands and Small/Medium Enterprises: What to Do Now
- The construction site is still open: what Google hasn't said yet
- Perspectives: Where is this SERP evolution leading
Google has announced the Search Profiles, una nuova funzione che consente a creator e publisher di personalizzare la propria pagina nei risultati di ricerca. La feature è attualmente disponibile negli Stati Uniti. Tuttavia, l’accesso è riservato a chi supera determinate soglie: 100.000 iscritti su YouTube, 100.000 follower su Instagram o X, oppure 300.000 follower su TikTok.
Pertanto, si tratta di uno strumento pensato per profili ad alta audience, non per il pubblico generale. Il profilo può includere una bio sintetica, link a siti e piattaforme social, contenuti multimediali in evidenza e post pinnati. Di conseguenza, chi rientra nei requisiti ottiene una presenza SERP strutturata e riconoscibile, simile a un mini-sito direttamente in Google. Questo rappresenta un cambiamento significativo nella logica della visibilità organica.
We of SHM Studio monitoriamo con attenzione l’evoluzione di queste funzionalità. Infatti, anche se oggi la feature è limitata ai grandi creator, le implicazioni strategiche per brand e PMI con presenza social rilevante sono già evidenti. In sintesi, chi lavora sulla propria SEO strategy You must start considering Search Profiles as a new layer of brand visibility.
What are Google Search Profiles and how do they work
On June 4, 2026, Google officially announced the launch of Search Profiles per creator e publisher. La notizia è stata riportata in dettaglio da The Verge. Si tratta di pagine dedicate all’interno dei risultati di ricerca, interamente personalizzabili dal titolare del profilo.
In pratica, cercando il nome di un creator su Google, l’utente non trova più solo link sparsi. Trova invece una scheda strutturata con bio, link alle piattaforme, contenuti in evidenza e media pinnati. Inoltre, il profilo aggrega in modo coerente la presenza online del soggetto. Questo riduce la frammentazione informativa tipica delle SERP tradizionali.
Al momento, la funzione è disponibile esclusivamente negli Stati Uniti. Google non ha comunicato una data precisa per l’espansione internazionale. Tuttavia, considerando la velocità con cui simili feature vengono estese globalmente, è ragionevole attendersi un rollout europeo entro il 2027.
Admission requirements: a selective threshold
Google ha definito criteri di accesso precisi. Per richiedere un Search Profile, è necessario soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:
- 100,000 subscribers on YouTube
- 100,000 followers on Instagram o X
- 300,000 followers on TikTok
Oltre a questo, il richiedente deve avere almeno 18 anni. Di conseguenza, la feature è oggi riservata a una fascia ristretta di creator e brand con audience consolidata. Non è accessibile a organizzazioni o aziende in quanto tali, ma a persone fisiche che gestiscono profili pubblici ad alta visibilità.
Pertanto, molte PMI italiane — anche quelle con una comunicazione digitale curata — non rientrano attualmente nei parametri. Tuttavia, questo non significa che la feature sia irrilevante per il mercato B2B o retail. Al contrario, impone una riflessione strategica su come costruire authority online nei prossimi mesi.
A Search Profile concretely shows: * **Search History:** A list of your past searches on Google. * **Web & App Activity:** If enabled, this includes search queries as well as activity from other Google services (like YouTube, Maps, etc.) that use Google Search. * **Interactions with Google Services:** This can include things like which ads you've clicked, or which websites Google has visited on your behalf. * **Information inferred about you:** Based on your activity, Google may infer interests, demographics, or other characteristics to personalize your experience. * **Location History (if enabled):** This can influence search results by showing you relevant local places. * **Device Information:** The types of devices you use.
Dai video dimostrativi rilasciati da Google emergono elementi chiari. Un Search Profile può contenere:
- One Synthetic biology from the creator or the brand
- Direct links websites and social profiles
- Videos and articles selected and pinned
- A coherent and recognizable visual layout
In sostanza, Google offre uno spazio editoriale controllato direttamente nella SERP. Questo è un cambiamento di paradigma rispetto alla logica tradizionale dei risultati organici. Infatti, finora il creator non aveva controllo diretto su come appariva in Google. Adesso, entro certi limiti, lo ha.
Similarly to what happens with Knowledge Panels for verified brands, Search Profiles introduce a layer of brand ownership nella ricerca. La differenza è che qui il controllo editoriale è più ampio e diretto.
L’impatto sulla SEO organica: quello che i numeri non dicono ancora
From an SEO perspective, Search Profiles introduce a new variable. When a creator with an active profile appears in SERPs, their profile card takes up significant visual space. As a result, traditional organic results may be pushed further down the page, reducing the CTR of competing content.
Questo fenomeno non è nuovo: Google ha già sperimentato dinamiche simili con i Featured Snippet e i Knowledge Panel. Tuttavia, i Search Profiles hanno una caratteristica diversa — sono updatable by the owner. So they introduce a dynamic element that static panels didn't have.
For those who are involved in SEO in modo professionale, la domanda rilevante è: come cambierà il comportamento degli utenti di fronte a una SERP con profili creator integrati? Secondo le analisi di Gartner on the future of research, la personalizzazione dei risultati aumenta l’engagement ma riduce la diversità delle fonti consultate. Questo dato va tenuto presente.
Inoltre, la presenza di un Search Profile potrebbe influenzare positivamente le query branded. Chi cerca direttamente il nome di un creator o influencer troverà una risposta immediata e strutturata. Perciò, per i brand che collaborano con creator, questo diventa un asset di visibilità indiretta.
Implications for Italian Brands and Small/Medium Enterprises: What to Do Now
Per le PMI italiane che operano in ambito B2B o retail, il messaggio pratico è duplice. Prima di tutto, chi ha ambassador o creator partner con audience superiore alle soglie indicate dovrebbe valutare l’integrazione dei Search Profiles nella propria strategia di digital marketing.
In secondo luogo, anche chi non raggiunge oggi le soglie dovrebbe iniziare a costruire una presenza social più strutturata. Infatti, è ragionevole attendersi che Google abbassi progressivamente le soglie di accesso, come già avvenuto con altre feature sperimentali. Dunque, investire ora nella crescita dell’audience su YouTube o Instagram significa posizionarsi in anticipo.
On the front SEO copywriting, i Search Profiles cambiano anche il modo in cui va pensata la bio online. Un testo sintetico, chiaro e ottimizzato per la lettura rapida diventa un elemento critico. Non è più solo una presentazione — è un asset SERP.
We of SHM Studio consigliamo di monitorare attentamente l’evoluzione di questa feature, anche in assenza di accesso immediato. Le logiche che Google sta introducendo con i Search Profiles anticipano probabilmente un cambiamento più ampio nella gestione dell’identità digitale in SERP.
The construction site is still open: what Google hasn't said yet
Alcune domande restano senza risposta. Google non ha chiarito se i Search Profiles influenzeranno direttamente il ranking organico dei contenuti del creator. Inoltre, non è stato comunicato se le aziende — non solo le persone fisiche — potranno accedere a una versione analoga della feature in futuro.
Un altro punto aperto riguarda la moderazione. Chi gestisce un profilo con contenuti problematici potrà essere rimosso dalla feature? Con quali criteri? Questi aspetti sono rilevanti per i brand che collaborano con influencer, poiché la reputazione del creator si rifletterebbe direttamente in SERP.
According to an analysis by Harvard Business Review on the creator economy, la gestione del rischio reputazionale nelle partnership con creator è già una priorità per il 67% dei brand intervistati. I Search Profiles aggiungono un ulteriore livello di visibilità — e quindi di responsabilità.
For campaigns LinkedIn e Google Ads, la presenza di un Search Profile del brand ambassador potrebbe amplificare l’efficacia delle attività paid. Tuttavia, questa sinergia va pianificata con attenzione, non lasciata al caso.
Perspectives: Where is this SERP evolution leading
I Search Profiles si inseriscono in una tendenza più ampia. Google sta progressivamente trasformando la SERP da elenco di link a ecosistema informativo strutturato. Già nel 2025 avevamo osservato l’accelerazione degli AI Overviews e dei pannelli interattivi. Questa feature ne è la naturale prosecuzione.
In prospettiva, è plausibile che entro il 2027-2028 Google estenda funzionalità simili anche ai brand verificati, indipendentemente dalla loro audience social. Quindi, chi oggi investe nella propria web presence strutturata e nella coerenza tra canali digitali si trova già nella posizione giusta.
Chi vuole approfondire le implicazioni SEO di queste evoluzioni o valutare una revisione della propria strategia di visibilità organica può Contact the SHM Studio team. Furthermore, on our blog pubblichiamo regolarmente aggiornamenti sulle evoluzioni degli algoritmi e delle funzionalità Google. Infine, per chi gestisce attività di AI marketing, l’integrazione tra profili creator e strumenti di intelligenza artificiale applicata alla SEO rappresenta un fronte di sviluppo da tenere sotto osservazione.
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