- 1. Capire il nuovo contesto per posizionare un sito web
- 2. Perché la SEO è ancora decisiva nel 2026
- 3. Core Web Vitals: performance come prerequisito
- Interventi pratici:
- 4. SEO tecnica: struttura, scansione e indicizzazione
- 5. SEO on‑page: contenuti orientati agli intenti di ricerca
- Buone pratiche on‑page:
- 6. Keyword research: scegliere le parole giuste con i tool giusti
- Semrush
- Ahrefs
- SEOZoom
- 7. Tool SEO AI avanzati: Botify, Frase, SurferSEO
- 8. User Experience: il comportamento degli utenti conta
- 9. SEO locale e off‑page: posizionare un sito web nel suo ecosistema
- SEO locale:
- SEO off‑page:
- 10. Da dove partire per posizionare un sito web nel 2026
- 11. Bonus: errori da evitare se vuoi posizionare un sito web
- Un invito (molto concreto) al confronto
Posizionare un sito web nel 2026 richiede un approccio integrato che va oltre i “trucchi SEO” tradizionali. Questa checklist operativa di SHM Studio copre 10 punti essenziali: comprendere il nuovo contesto dominato dall’AI e SGE, ottimizzare i Core Web Vitals, sistemare la SEO tecnica, creare contenuti on-page basati sugli intenti di ricerca, utilizzare tool professionali (Semrush, Ahrefs, SEOZoom) e AI avanzati (Botify, Frase, SurferSEO), curare la User Experience, implementare strategie SEO locale e off-page. Include anche un bonus sugli errori da evitare. Una guida completa per trasformare il tuo sito in un asset di business competitivo nel 2026.
Per posizionare un sito web nel 2026 non bastano più pochi “trucchi SEO”: servono basi tecniche solide, contenuti di qualità, un’ottima esperienza utente e l’uso intelligente di strumenti SEO e di AI. Questa checklist – realizzata da noi di SHM Studio, web agency specializzata in SEO e AI marketing – riassume i passaggi essenziali per capire dove intervenire e quali priorità seguire.
1. Capire il nuovo contesto per posizionare un sito web
Nel 2026, posizionare un sito web significa competere in una SERP dove coesistono:
- Risultati organici “classici”.
- Box AI (Search Generative Experience, SGE) con le risposte sintetiche in alto nella pagina.
- Elementi multimediali e risultati sempre più ricchi.
Google utilizza l’intelligenza artificiale per fornire risposte direttamente nelle SERP, riducendo il traffico verso i link tradizionali. Per emergere, il sito deve diventare una fonte che l’AI considera affidabile quando compone le sue risposte, non solo “un risultato in più” tra tanti.
Questo richiede contenuti strutturati, dati chiari, segnali di autorevolezza e una base tecnica che renda il sito facilmente interpretabile dai sistemi di ricerca generativa.
2. Perché la SEO è ancora decisiva nel 2026
Anche in un contesto dominato dall’AI, se vuoi che il tuo progetto digitale cresca, devi comunque posizionare il tuo sito web nelle ricerche giuste. Una strategia SEO strutturata permette di:
- Intercettare traffico organico qualificato, meno dipendente dalle campagne a pagamento.
- Rafforzare la visibilità e la credibilità del brand nel tempo.
- Migliorare conversioni, lead e vendite a parità di budget di marketing.
Ignorare la SEO significa avere un sito che magari funziona tecnicamente, ma resta di fatto invisibile quando le persone cercano prodotti o servizi come i tuoi.
3. Core Web Vitals: performance come prerequisito
Per posizionare un sito web oggi, le performance non sono un optional. I Core Web Vitals che Google considera segnali diretti di ranking sono:
- LCP (Largest Contentful Paint): il tempo di caricamento del contenuto principale.
- CLS (Cumulative Layout Shift): misura il “salto” del layout durante il caricamento.
- INP (Interaction to Next Paint): la reattività complessiva della pagina alle interazioni, metrica che ha sostituito FID.
Se questi valori non sono a norma, il sito ha difficoltà a posizionarsi, anche con contenuti validi e link di qualità.
Interventi pratici:
- Ridurre il peso delle immagini e dei video (compressione, formati WebP/AVIF).
- Limitare script e CSS bloccanti, usare lazy loading per gli elementi non critici.
- Implementare il caching lato server, il CDN e i protocolli HTTP/2 o HTTP/3.
- Monitorare periodicamente con PageSpeed Insights e i report di Core Web Vitals.
Nelle nostre analisi SEO tecniche in SHM Studio, la verifica dei Core Web Vitals è uno dei primi passaggi per creare condizioni favorevoli al posizionamento.
4. SEO tecnica: struttura, scansione e indicizzazione
La SEO tecnica è la base invisibile che consente ai motori di ricerca di esaminare e interpretare il sito. Per posizionare un sito web in modo stabile, è essenziale:
- Progettare URL pulite e leggibili, coerenti con la gerarchia dei contenuti.
- Configurare correttamente il file robots.txt, senza bloccare risorse essenziali.
- Mantenere una Sitemap XML aggiornata e inviarla in Google Search Console.
- Gestire canonical e redirect 301 per evitare duplicazioni e cannibalizzazioni.
- Utilizzare HTTPS ovunque, con redirect coerenti da HTTP a HTTPS.
Una analisi SEO aiuta a scoprire errori che spesso non si vedono “a occhio nudo” – ad esempio pagine orfane, loop di redirect, contenuti duplicati – ma che limitano fortemente la crescita organica.
5. SEO on‑page: contenuti orientati agli intenti di ricerca
Per posizionare un sito web nel 2026, la SEO on‑page deve ruotare attorno agli intenti reali degli utenti:
- Intento informativo (“come posizionare un sito web”).
- Intento commerciale (“agenzia SEO per PMI”).
- Intento navigazionale (“shm studio”).
- Intento locale (“web agency Milano centro”).
Buone pratiche on‑page:
- Associare a ogni pagina un intento di ricerca specifico.
- Inserire la keyword principale – in questo caso posizionare un sito web – in modo naturale in title, H1, introduzione e alcune sezioni strategiche.
- Strutturare il testo con H2, H3 chiari, paragrafi brevi, liste e blocchi di esempio.
- Ottimizzare il meta title e la meta description per il click, mantenendo coerenza con il contenuto.
- Curare le immagini (nome file, alt text) e, quando opportuno, il markup schema (Articolo, FAQ, Prodotto, LocalBusiness).
Come Web Agency di Milano specializzata in SEO, noi di SHM Studio lavoriamo proprio su questo: portare il contenuto ad allinearsi alle intenzioni di ricerca e alle aspettative degli algoritmi.
6. Keyword research: scegliere le parole giuste con i tool giusti
Senza una buona ricerca di keyword, posizionare un sito web vuol dire “sparare nel mucchio”. Qui entrano in gioco gli strumenti professionali che utilizziamo tutti i giorni.
Con l’evoluzione costante degli algoritmi dei motori di ricerca, è essenziale utilizzare strumenti efficaci per semplificare il processo di posizionamento di un sito web. Noi di SHM Studio vogliamo presentare una selezione di tool indispensabili per migliorare la SEO. Inoltre, analizzeremo le loro funzionalità e i vantaggi che offrono.
Questi strumenti, infatti forniscono informazioni dettagliate e in tempo reale sulle prestazioni del tuo sito web nei motori di ricerca e sull’esperienza degli utenti. Dalla ricerca delle parole chiave all’analisi della concorrenza. Questi strumenti possono fare la differenza nel posizionamento del tuo sito e nel raggiungimento dei tuoi obiettivi online.
Semrush

Offre una vasta gamma di funzionalità, tra cui la ricerca delle parole chiave più rilevanti per il tuo settore e l’analisi delle strategie adottate dai tuoi competitor.
La piattaforma consente di condurre ricerche approfondite sulle keywords, grazie a strumenti come il Keyword Magic Tool e il Keyword Manager, facilitando l’identificazione e l’organizzazione di quelle pertinenti per il tuo target. Inoltre, offre un vasto database di backlink e strumenti per gestire la strategia di link building.
Fornisce anche supporto alla SEO tecnica, aiutando a individuare e risolvere problematiche tramite lo strumento Site Audit e a migliorare la visibilità delle singole pagine con l’On-Page SEO Checker. Per le aziende interessate alla visibilità locale, Semrush offre strumenti per la gestione delle inserzioni, delle recensioni e il monitoraggio delle posizioni locali delle parole chiave. Sono presenti anche funzionalità di analisi del mercato e di ricerca di parole chiave specifiche per gli annunci pubblicitari, per ottimizzare le loro conversioni.
Ahrefs

È un potente strumento di marketing online che offre diverse funzionalità per migliorare la visibilità online di un sito web.
Tra le sue caratteristiche principali, spiccano la valutazione della qualità e della quantità dei backlink che puntano al sito. Oltre a ciò, offre la comparazione tra quest’ultimo e quelli dei concorrenti diretti.
Oltre a queste funzionalità, Ahrefs offre strumenti per l’analisi dei contenuti, per identificare influencer e siti web rilevanti in modo da elaborare una strategia di pubbliche relazioni digitale e per analizzare le strategie SEO dei competitor al fine di individuare opportunità di miglioramento.
Consente poi di monitorare le menzioni del proprio sito e del proprio marchio online, di individuare nuove idee per i contenuti e di ottenere dati dettagliati sul traffico del sito web e sulle prestazioni dei social media.
SEOZoom

SEOZoom è una piattaforma tutta italiana che offre una vasta gamma di funzionalità per migliorare le prestazioni e la visibilità dei siti web sui motori di ricerca. Questi strumenti includono analisi approfondite delle parole chiave, monitoraggio della concorrenza, audit del sito, analisi dei backlink e molto altro.
SEOZoom si rivolge a professionisti del settore, agenzie di marketing e proprietari di siti web che desiderano potenziare la propria attività online, ottenendo risultati misurabili nel minor tempo possibile. La piattaforma si distingue per la capacità di fornire dati accurati e aggiornati, consentendo agli utenti di prendere decisioni informate e di sviluppare strategie efficaci per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.
L’interfaccia è particolarmente immediata e intuitiva, e questo rende SEOZoom un ottimo strumento anche per chi è alle prime armi in fatto di SEO.
7. Tool SEO AI avanzati: Botify, Frase, SurferSEO
Oltre ai tool “classici”, nel 2026 è molto utile integrare strumenti AI per velocizzare le analisi e la creazione di contenuti. Nel post originale citavi tre tool in particolare, che riprendiamo e integriamo qui nella checklist.
1. Botify

Vuoi avere il controllo totale di tutti gli aspetti della SEO del tuo sito? Allora Botify è il Tool SEO AI che fa per te. Con questo strumento è possibile analizzare le prestazioni tecniche e di contenuto del sito web. Inoltre, si può tenere traccia del comportamento dei bot di ricerca e delle interazioni degli utenti.
Gli strumenti che Botify rende disponibili sono molteplici. Uno dei più utili è la possibilità di monitorare l’andamento SEO dei concorrenti, evidenziando i loro punti di forza ma anche le loro debolezze, i contenuti scoperti e le keyword utilizzate.
Con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, questo Tool è perfetto per evidenziare e risolvere in breve tempo eventuali problemi del sito web che ne limitano l’indicizzazione e la visibilità.
2. Frase

Vai forte nella tua attività ma non hai l’attitudine della scrittura e non riesci a creare copy e articoli incisivi che riflettano davvero la tua azienda? Frase allora è lo strumento che stavi cercando.
Frase è un ottimo Tool SEO AI per la creazione di contenuti. Sfrutta la potenza dell’Intelligenza Artificiale integrata per generare articoli SEO-Friendly senza sacrificare la readability.
In più, il software è in grado di suggerirti possibili argomenti e topic pertinenti. Il tutto oltre ad ottimizzare in ottica SEO i tuoi precedenti lavori.
3. SurferSEO

SurferSEO è un incredibile strumento che integra l’intelligenza artificiale con un kit di software che ti permetteranno di rendere il tuo sito web godibile e con un’esperienza davvero user-friendly, senza sacrificare la SEO e la readability.
Uno dei Tool principali è Surfer AI, che si definisce un “generatore di traffico, non di contenuti”. In pochi clic è possibile creare un articolo da zero, fornendo solamente la parola chiave del trend da sviluppare. Grazie alla potenza dell’AI, inoltre, è possibile scoprire dozzine di parole chiave relative al tuo topic. Blocco dell scrittore, addio!
SurferSEO è un tool SEO AI integrabile anche con i comuni strumenti del marketing digitale, come WordPress e Google Docs. Oltre a questo, fornisce una funzione anti-plagio e offre soluzioni innovative per aziende.
8. User Experience: il comportamento degli utenti conta
Google osserva – in modo aggregato – quanto gli utenti restano sul sito, come interagiscono e se tornano o abbandonano rapidamente. Una buona UX aiuta a posizionare un sito web perché invia segnali positivi di soddisfazione.
Elementi UX da curare:
- Design mobile‑first, con menu intuitivi e pulsanti facilmente utilizzabili.
- Testi leggibili, coerenti, ben formattati, con adeguati spazi bianchi.
- Navigazione chiara, breadcrumb, link interni che guidano l’utente verso contenuti correlati.
- Riduzione di pop‑up invasivi e interruzioni che rovinano l’esperienza.
Un utente che si muove con facilità, legge, scorre e interagisce è un utente che “dice” ai motori di ricerca che quel sito merita di essere in alto.
9. SEO locale e off‑page: posizionare un sito web nel suo ecosistema
Per molte attività, l’obiettivo è posizionare un sito web in una certa area geografica o in un settore specifico, non “dappertutto”.
SEO locale:
- Ottimizzare Google Business Profile con categorie pertinenti, descrizioni chiare, foto aggiornate, orari e post.
- Mantenere NAP (Name, Address, Phone) coerente su sito, directory e portali locali.
- Stimolare recensioni autentiche e rispondere con cura.
- Creare pagine locali con contenuti reali per città, province o zone servite.
SEO off‑page:
- Costruire backlink di qualità con guest post, collaborazioni, digital PR.
- Ottenere citazioni del brand su blog, podcast, social e portali di settore.
- Pubblicare contenuti che meritano di essere linkati (guide, studi, risorse utili).
In SHM Studio preferiamo strategie di lungo periodo, sostenibili e in linea con le linee guida di Google, evitando scorciatoie che possono portare a penalizzazioni.
10. Da dove partire per posizionare un sito web nel 2026
Riassumendo, per posizionare un sito web nel 2026 devi:
- Comprendere il nuovo scenario dominato da AI e SGE.
- Mettere in ordine performance e Core Web Vitals.
- Sistemare la SEO tecnica perché il sito sia facilmente scansionabile e indicizzabile.
- Progettare contenuti on‑page attorno agli intenti di ricerca.
- Usare tool professionali (Semrush, Ahrefs, SEOZoom) per decisioni basate sui dati.
- Integrare tool AI avanzati (Botify, Frase, SurferSEO) per analisi e contenuti.
- Curare UX, SEO locale e autorevolezza off‑page.
11. Bonus: errori da evitare se vuoi posizionare un sito web
Come “punto extra” della checklist, ecco alcuni errori che vediamo spesso nei progetti che arrivano da noi e che rendono più difficile posizionare un sito web in modo stabile:
- Keyword stuffing: ripetere in modo eccessivo la parola chiave, con testi innaturali e poco leggibili.
- Contenuti generati solo da AI senza revisione umana: rischiano di essere poco precisi, ripetitivi o non allineati alle linee guida sui contenuti utili.
- Ignorare Core Web Vitals e mobile‑first: un sito lento o difficile da usare su smartphone parte svantaggiato.
- Link building “veloce” da network scadenti: può portare vantaggi temporanei, ma nel medio periodo espone a penalizzazioni.
- Non misurare nulla: lavorare senza dati (Search Console, Analytics, strumenti SEO) rende impossibile capire cosa funziona e cosa no.
Un invito (molto concreto) al confronto
Posizionare un sito web nel 2026 è un lavoro di sistema: contenuti, tecnica, UX, dati, strumenti e persone devono muoversi nella stessa direzione.
Noi di SHM Studio lavoriamo ogni giorno su questi aspetti per PMI, professionisti e aziende che vogliono trasformare il proprio sito in un vero asset di business, non in una semplice vetrina online.
Se ti ritrovi in questa checklist e vuoi un confronto sui prossimi passi per il tuo progetto, puoi contattarci tramite il sito: sarà l’occasione per capire insieme se e come possiamo aiutarti a posizionare un sito web in modo più strutturato e misurabile, senza impegni anticipati.
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