Google auto-expands AI Overviews: what changes for SEO
- Cosa è cambiato nella SERP di Google
- L'impatto immediato sul CTR organico
- Which queries are involved: the perimeter is still uncertain
- Strategic reading: Google redesigns the value of the SERP
- Quello che nessuno dice: l'opportunità nascosta nell'AI Overview
- Cosa fare ora: le priorità operative per i team marketing
- Perspectives: where the SERP is heading in the next 18 months
Google ha introdotto l’auto-espansione degli AI Overviews nella pagina dei risultati di ricerca. Invece di mostrare un riepilogo parziale con un pulsante “Mostra altro”, il motore di ricerca visualizza ora l’intera sintesi AI in cima. Sotto compare una casella “Ask anything”. Solo dopo appaiono i link organici tradizionali. Il risultato è uno scrolling significativo prima di raggiungere i risultati classici.
Pertanto, l’impatto sul CTR organico è immediato e potenzialmente rilevante. I link che prima erano visibili above the fold vengono ora spostati molto più in basso. Questo cambiamento riguarda al momento alcune tipologie di query, ma la tendenza è chiara: Google sta progressivamente riducendo la visibilità dei risultati tradizionali. Noi di SHM Studio monitoriamo l’evoluzione di questa funzionalità con attenzione, in particolare per i clienti con forte dipendenza dal traffico organico.
In sintesi, chi gestisce strategie SEO deve aggiornare i propri modelli di previsione del traffico. Inoltre, è il momento di valutare approcci alternativi: ottimizzazione per gli AI Overviews stessi, diversificazione dei canali di acquisizione e rafforzamento della presenza su Google Ads. The operational implications are concrete and require a timely strategic response.
Cosa è cambiato nella SERP di Google
Starting in the last few weeks, Google has begun auto-expanding AI Overviews for certain search queries. The first to document this was The Verge, citando le segnalazioni di Search Engine Roundtable. Il cambiamento è sostanziale rispetto al comportamento precedente.
In precedenza, l’AI Overview appariva in forma ridotta. L’utente poteva scegliere se espanderlo tramite un pulsante dedicato. Ora, per alcune ricerche, Google mostra automaticamente l’intero riepilogo AI in cima alla pagina. Sotto compare una casella interattiva “Ask anything”. Solo dopo questi elementi appaiono i link organici tradizionali.
Pertanto, la struttura della SERP cambia in modo significativo. I risultati organici classici vengono spostati molto più in basso. In alcuni casi, l’utente deve scorrere considerevolmente prima di raggiungere il primo link blu. Questo ha implicazioni dirette per chi dipende dal traffico organico.
L’impatto immediato sul CTR organico
Il CTR organico è storicamente correlato alla posizione nella SERP. I risultati above the fold raccolgono la quota maggiore di clic. Tuttavia, con l’auto-espansione degli AI Overviews, anche il primo risultato organico rischia di scendere below the fold su molti dispositivi.
According to data from Gartner, entro il 2026 una quota crescente delle ricerche sarà gestita da interfacce AI-first. Questo trend era già visibile, ma l’auto-espansione degli Overviews accelera la transizione. Di conseguenza, i modelli di previsione del traffico organico costruiti negli anni precedenti diventano meno affidabili.
We of SHM Studio abbiamo già osservato, su alcuni account clienti, variazioni nel volume di sessioni organiche correlate all’introduzione progressiva degli AI Overviews nei mesi scorsi. L’auto-espansione rappresenta un’ulteriore accelerazione di questa dinamica. In particolare, le query informazionali e quelle con risposta diretta sono le più esposte.
Which queries are involved: the perimeter is still uncertain
Google non ha comunicato criteri precisi per l’attivazione dell’auto-espansione. Al momento, il fenomeno sembra riguardare query con risposta sintetica e definita. Domande fattuali, ricerche informazionali e alcune query navigazionali sembrano le più coinvolte.
Tuttavia, il perimetro è in evoluzione. Non è escluso che Google estenda progressivamente l’auto-espansione anche a query transazionali o commerciali. Questo sarebbe particolarmente rilevante per il settore e-commerce e per le aziende che dipendono da ricerche con intento d’acquisto.
Inoltre, la variabile geografica e linguistica conta. Le prime segnalazioni riguardano principalmente il mercato anglofono. Per il mercato italiano, il roll-out potrebbe avvenire con qualche settimana di ritardo. Dunque, questo è il momento giusto per prepararsi, non per reagire in emergenza.
Strategic reading: Google redesigns the value of the SERP
Questa mossa si inserisce in una strategia più ampia. Google sta progressivamente trasformando la SERP da un indice di link a un’interfaccia conversazionale. L’obiettivo dichiarato è trattenere l’utente all’interno dell’ecosistema Google, riducendo la necessità di visitare siti esterni.
According to research from Harvard Business Review, i modelli di ricerca degli utenti stanno già evolvendo verso interazioni più conversazionali. Google sta semplicemente adattando il prodotto a questa tendenza. Tuttavia, le conseguenze per i publisher e per le aziende con forte presenza organica sono concrete.
Per questo motivo, la strategia SEO non può più basarsi esclusivamente sul posizionamento per parole chiave tradizionali. Occorre pensare anche all’ottimizzazione per gli AI Overviews stessi. Questo significa produrre contenuti strutturati, autorevoli e citabili dai sistemi AI di Google. Il SEO copywriting evolves in this direction.
Quello che nessuno dice: l’opportunità nascosta nell’AI Overview
C’è un aspetto che spesso viene trascurato nel dibattito sull’auto-espansione. Gli AI Overviews citano fonti. Quando un contenuto viene citato all’interno di un AI Overview, ottiene visibilità anche senza un clic diretto. Si tratta di una forma di brand awareness e di authority building che non si misura con il CTR tradizionale.
Pertanto, la domanda strategica cambia. Non è più solo “come ottengo il primo risultato organico”, ma anche “come faccio sì che Google citi il mio contenuto nell’AI Overview”. Questo richiede un approccio diverso alla produzione editoriale: contenuti strutturati, dati originali, risposte dirette e autorevoli.
Analogamente, la presenza su piattaforme che alimentano i modelli AI di Google — come Google Business Profile, schema markup, dati strutturati — diventa ancora più rilevante. Le attività di Technical SEO and on-page optimization acquire a new level of strategic importance.
Cosa fare ora: le priorità operative per i team marketing
Di fronte a questo cambiamento, le priorità operative per i responsabili marketing si articolano su più livelli. Prima di tutto, è necessario analizzare l’impatto reale sul proprio sito. Non tutte le query sono coinvolte allo stesso modo. Un’analisi per tipologia di keyword e per intento di ricerca permette di identificare le aree più esposte.
In seguito, occorre rivedere i KPI di riferimento. Il CTR organico da solo non è più sufficiente come metrica di performance SEO. Vanno introdotte metriche complementari: impressioni, share of voice nelle SERP AI, citazioni negli Overviews, traffico diretto e branded.
Inoltre, la diversificazione dei canali di acquisizione diventa urgente. Chi dipende quasi esclusivamente dal traffico organico è esposto a un rischio strutturale. Investire in Google Ads campaigns, in LinkedIn Ads e in attività di digital marketing multichannel reduces this dependence.
Infine, la strategia di contenuto va aggiornata. I contenuti devono essere progettati per rispondere in modo diretto e strutturato alle domande degli utenti. Questo aumenta la probabilità di essere citati negli AI Overviews. Il team di AI and artificial intelligence SHM Studio supports clients in this transition, integrating optimization logic for generative systems.
Perspectives: where the SERP is heading in the next 18 months
La traiettoria è chiara. Google continuerà a espandere le funzionalità AI nella SERP. L’auto-espansione degli Overviews è un passo, non un punto di arrivo. Nei prossimi trimestri è probabile che la casella “Ask anything” diventi sempre più centrale nell’esperienza di ricerca.
Tra il 2027 e il 2028, secondo le proiezioni di settore, la quota di ricerche gestite in modalità conversazionale potrebbe superare quella delle ricerche tradizionali per link. Questo non significa che la SEO classica scomparirà. Significa che si trasformerà in qualcosa di più complesso e articolato.
Per i responsabili marketing e digital delle PMI italiane, il messaggio è pragmatico. Non è il momento del panico, ma dell’adattamento. Chi inizia ora a costruire contenuti ottimizzati per i sistemi AI, a diversificare i canali e a misurare con metriche aggiornate, avrà un vantaggio competitivo nei prossimi anni. Il team di web development and of SEO di SHM Studio è disponibile per un confronto su questi temi. È possibile contattarci attraverso la pagina contacts to explore insights into blog.
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